Lira turca sotto pressione dopo abbattimento aereo russo

La notizia ha alimentato le vendite anche sulle piazze finanziarie europee.

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Fonte: Bloomberg

Mattinata di vendite sui mercati finanziari europei in scia al propagarsi della notizia relativa all'abbattimento di un caccia russo da parte della Turchia. La notizia è stata confermata anche da fonti ufficiali di entrambi i Paesi. Il Ministero della Difesa russo ha confermato che il jet si trovava al di fuori dello spazio aereo turco ed era in territorio siriano, mentre la Turchia ha fatto sapere di aver avvertito 10 volte in 5 minuti i piloti della violazione dello spazio aereo.


La notizia non fa altro che accentuare il clima di tensione internazionale, già ai massimi livelli a seguito dei fatti di Parigi. Queste tensioni di sicuro non favoriscono il sentiment del mercato, con le piazze finanziarie europee che hanno accelerato al ribasso man mano che venivano rese note le notizie sull'abbattimento. Le vendite però non sono dilagate, probabilmente grazie alla buona lettura dell'indice IFO sulla fiducia delle imprese tedesche, che a novembre è salito ai nuovi massimi da quasi 2 anni.


Probabilmente gli operatori potrebbero potrebbero preferire di attendere la pubblicazione del Pil Usa del 3° trimestre, prima di prendere posizione sul mercato. Se quei dati dovessero essere deludenti, probabilmente potremmo assistere a un peggioramento dei listini nel pomeriggio.


Gli eventi della mattinata sembrano aver penalizzato in modo particolare la lira turca. Le tensioni in Turchia sono molto alte, vista anche la sua vicinanza alla Siria, oggetto di incursioni aeree negli ultimi giorni per la presenza di postazioni strategiche dell'ISIS.


Il cambio Usd/Try questa mattina è tornato ai massimi da una settimana, passando da area 2,84 a 2,88 nell'arco di pochi minuti. In questo momento il cross si è stabilizzato intorno all'area di 2,86 alto.

Sulla divisa turca però lo scenario futuro rimane molto incerto. Nonostante la maggiore stabilità politica acquisita nel recente turno elettorale, tra gli investitori potrebbero prevalere i timori legati:
- al rialzo dei tassi da parte della Fed;
- la delicata situazione geopolitica vicino ai confini con la Siria.


Questi elementi potrebbero rallentare il flusso di investimenti diretti nel Paese, penalizzandone la crescita economica. Nel breve il cambio potrebbe tornare ad avvicinarsi all'area di 3, massimi di fine ottobre. La distanza che lo separerebbe dai massimi storici, fermi a 3,06 non sarebbe molta. Il recupero delle ultime 7 settimane che lo aveva portato dai massimi storici a 2,75 (dopo le elezioni di inizio mese) potrebbe essere dunque terminato qui.

Probabilmente potrebbe esserci un tentativo di riavvicinamento verso 2,80, ma qui le vendite sul cambio potrebbero arrestarsi per via dei timori sopra citati.

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