Lira Turca precipita su voci dimissioni Primo Ministro

La divisa turca ha registrato la peggior seduta dal 2008 verso dollaro.

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Fonte: Bloomberg

Cerca di recuperare le perdite la lira turca dopo il tonfo di ieri. La divisa di Ankara è finita sotto pressione dopo il summit di ieri tra il presidente Tayyip Erdogan e il premier Ahmet Davutoglu. Secondo indiscrezioni, il primo ministro potrebbe chiedere a breve le dimissioni a seguito del forte scontro con la linea politica del presidnete Erdogan.

Il premier Davutoglu, salito al potere nel 2014, ha avuto da sempre un rapporto difficile con Erdogan, la cui ingerenza politica è stata sempre forte, nonostante il cambio di ruolo. I primi scontri tra i due leader sono iniziati due anni fa, quando Davutoglu lanciò un pacchetto di misure volto a migliorare la trasparenza e a contrastare la corruzione dilagante nel Paese. Erdogan, al tempo indagato proprio per corruzione, ritirò le misure, giudicandole inappropriate e premature.

Davutoglu viene considerato uno dei principali promotori dell'ingresso della Turchia nella Ue, dato che ha accelerato i tempi dei negoziati tra le parti e ha ispirato maggiore fiducia tra i vari leader europei. Le sue dimissioni potrebbero rendere più incerto, a questo punto, l'iter di occidentalizzazione della Turchia. Proprio quest'ultimo punto potrebbe aver giustificato le vendite massicce sulla lira turca di ieri. Nelle prossime due settimane il partito del premier, AK, aprirà un congresso volto a sostituire Davutoglu.

Stamane il cambio [currencies:USDTRY] sta ripiegando verso 2,92, lontano dai picchi di ieri sera, a 2,9773 (massimi da oltre 2 mesi). Il deprezzamento della lira turca di ieri è stato comunque superiore al 4%, uno dei peggiori da oltre 8 anni. Non possiamo escludere che il cambio tenti di rientrare sotto area 2,90 nei prossimi giorni, soprattutto se i dati Usa dovessero risultare ancora particolarmente deboli. Medesimo movimento ha caratterizzato anche il cambio [currencies:EURTRY], salito ieri a 3,4255, livelli che non vedeva da oltre 7 mesi, salvo poi ripiegare a 3,3465.
 

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