Italy40, movimenti ridotti nonostante la valanga di dati macro

Operatori nervosi sulla scia dell’incertezza legata ai nuovi stimoli monetari da parte della BCE

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Fonte Bloomberg

Giornata di dati macroeconomici in Italia. Il PIL del terzo trimestre ha evidenziato una crescita dello 0,2% su base trimestrale e dello 0,8% su base annuale. E’ stata lievemente rivista al ribasso la stima preliminare su base annuale (dal +0,9% al +0,8%). Migliora il tasso di disoccupazione all’11,5% ma sale la disoccupazione giovanile al 39,8% e diminuiscono gli occupati (-39 mila soprattutto nel lavoro indipendente).

Senza luci e ombre i dati sul comparto manifatturiero calcolate da Markit Economics con gli indici prospettici PMI. Le ultime cifre hanno mostrato come la crescita del comparto manifatturiero sia aumentata decisamente, con il relativo indice di novembre vicino ai livelli più alti segnati durante gli scorsi quattro anni e mezzo, evidenziando un massimo degli ultimi quattro mesi. I fattori di spinta della debolezza della moneta unica sui mercati valutari e il crollo dei prezzi delle materie prime (soprattutto del petrolio) continuano a dare benefici alle aziende manifatturiere, mentre allo stesso tempo la domanda nazionale continua a migliorare, immettendo ulteriore forza alla ripresa economica.

L’indice italiano ITALY40 non mostra movimenti particolari ampi, rimanendo compreso nel trading range tra 22680 e 22820 punti. Si mantiene comunque attivo il trend rialzista partito dai bottom di metà novembre. La prima resistenza è in area 22900, top del 23 ottobre, il cui superamento darà via libera a un allungo in direzione degli obiettivi situati a 23500, picchi segnati a metà agosto, e 24160, top annuali. Indicazioni negative invece con la violazione al ribasso del supporto a 22400, preludio a una possibile flessione verso 21850.

Riteniamo che il principale market mover della settimana per l’indice italiano sia il meeting della BCE. Il mercato sta scontando un Draghi particolarmente accomodante nella prossima riunione. Probabile uno scenario di “sell on news”. Solamente un Draghi sorprendente da un punto di vista dei nuovi stimoli monetari potrebbe alimentare ulteriormente la spinta rialzista.

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