Italia: cresce il rischio Paese, investitori timorosi

La volatilità sugli asset italiani rimane alta in scia all'evoluzione politica.

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Fonte: Bloomberg

Fallisce il tentativo di rimbalzo per Piazza Affari dopo la buona partenza di stamane. L’indice italiano FtseMib, dopo esser arrivato a guadagnare quasi l’1%, è sceso a metà seduta in territorio negativo e oscilla ora sulla parità. Le vendite stanno interessando anche il comparto governativo, con il rendimento sul decennale salito fino al 2,18% (massimi da 3 mesi), mentre lo spread con il corrispettivo tedesco è schizzato sino a 156 punti base (massimi da gennaio), salvo poi ritracciare verso 150pb.

La percezione che stia crescendo il rischio Paese è ben visibile se si guarda il differenziale tra BTp e Bono, che sulla scdenza a 10 anni, è salito sino a 76pb, livelli che non si vedevano addirittura da gennaio 2012. Senza contare poi che i credit defautl swap (CDS) sul debito italiano a 5 anni sono saliti a 111pb (massimi da metà gennaio), ben più alto rispetto ai 96pb di ieri mattina.

A muovere il mercato è l'incertezza poltica dopo le varie proposte di contratto presentate dai partiti coinvolti nella formazione di governo, Movimento 5 Stelle e Lega. Nonostante l'ultima versione (presentata ieri sera) non presenti i punti più discussi che hanno creato qualche perplessità sui mercati negli ultimi giorni, gli investitori sembrano essere piuttosto timorosi e non appaiono convinti. Del resto, anche l'ultima versione del contratto contiene ancora qualche punto dai contorni non ben definiti, come quello della politica monetaria per dirne uno.

Il sentiment del mercato sembra essere rimasto piuttosto "scottato", dopo i punti fortemente euroscettici presenti nella bozza di contratto di lunedì, a tal punto che non sembra più credere alle dichiarazioni pro euro fatte a inizio anno. E i movimenti sui mercati sembrano riflettere proprio questa view di ripensamento.

Il FtseMib con un +8,5% di performance YTD, rimane il quarto miglior indice a livello mondiale, con una performance di gran lunga superiore al Dax (+1,2%), all'Ibex (+1,3%) e al Cac (+5%). Ci aspettiamo che una prolungata incertezza politica possa riportare il FtseMib a chiudere questo gap, riallineandosi alle performance del resto d'Europa. Difficile attendersi ora performance peggiori.

Qualche timore in più potrebbe interessare il comparto governativo, con lo spread che potrebbe salire sino 180pb vs Bund.

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