Germania: Merkel perde pezzi, avanza l'AfD

Euro sotto pressione sull'avanzata del partito nazionalista.

Gannon/AFP/Getty Images

Mattinata di incertezza sui mercati dopo i risultati elettorali in Germania di ieri. A sorprendere sono stati diversi elementi, tra cui spicca i bassi consensi raccolti dalla Merkel, con l'unione tra CDU-CSU che ha ottenuto il 33% contro il 41,5% di quattro anni fa. Gli ultimi sondaggi le assegnavano il 38% nella peggiore delle ipotesi. Per il partito si tratta del peggior risultato dal 1949. Male anche l’SPD di Martin Schulz, che ha raccolto quasi il 21%, segnando il peggior risultato di sempre.

Esulta, invece, il partito nazionalista di estrema destra, l’AFD, che si conferma terza forza del Paese con il 13%, leggermente meglio dei sondaggi e in forte ascesa rispetto alla tornata precedente (dove aveva ottenuto solo il 4,7%). Con questi numeri, l’AFD fa il suo esordio nel Bundestag con poco meno di 100 seggi, un numero considerevole che preoccupa un po’ tutti in Germania, dove ci sono stati diversi cortei in varie città.

Indietro, piuttosto in linea con le attese i consensi, gli altri tre partiti, ovvero i liberi dell'FDP, i Verdi e Die Linke di estrema sinistra, con consensi compresi tra il 9% e il 10%.

Il nuovo Bundestag avrà per la prima volta 6 partiti e 705 seggi, con una soglia di maggioranza fissata a 353. Se i numeri dovessero essere confermati, la distribuzione dei seggi sarà grosso modo questa:

  1. Cdu/Csu 246
  2. Spd 152
  3. AfD 94
  4. Fdp 78
  5. Die Linke 69
  6. Verdi 67

Come più volte dichiarato e com’è precisato anche dopo i risultati di ieri, l’SPD non vuole un’altra Grossa Coalizione, vista come motiviazione principale che l'ha condotta alla disfatta.

Per la Merkel, l’unica via percorribile è quella di un’alleanza con Verdi e Liberali, cosiddetta coalizione Giamaica, che le garantirebbe una maggioranza di una quarantina di seggi. Sebbene i punti di divergenza in tema di politica economia e ambientale siano forti, non vediamo al momento alternative per frau Merkel. Per questi motivi, la sua posizione è indebolita rispetto al passato e potrebbe essere costretta a maggiori concessioni, soprattutto sulla politica interna. Ovviamente, la Merkel farà di tutto per mantenere il controllo delle finanze con Wolfgang Schauble che dovrebbe essere riconfermato nel suo ruolo.

La tornata politica dell’Europa per il 2017 si chiude così dopo i voti di Olanda e Francia. Se quelle sono state sorprese positive, non possiamo dire lo stesso in questo caso. La vera sopresa è lo scivolone della Merkel e non tanto l'ascesa dell'Afd, che nei consensi è rimasta piuttosto vicina ai sondaggi.

Sui mercati il voto ha avuto un impatto del tutto circoscritto. L'euro ha perso meno di una figura verso le principali valute mondiali, mentre le borse rimangono piuttosto caute. Probabilmente, si aspetta a questo punto di capire come procederà la Merkel, anche se la tempistica potrebbe essere più lunga dei 3 mesi impiegati per la formazione del governo precedente.

Segnaliamo anche un lieve allargamento lo spread tra il Bund e il resto della periferia dell'area euro, dato che in molti si aspettano un atteggiamento più duro del nuovo governo sulle finanze degli altri Paesi.

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