Ftse Mib svetta in Europa

Il listino milanese avanza di oltre 5 punti percentuali dopo il crollo.

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Fonte: Bloomberg

Provano a rialzare la testa le borse europee dopo il crollo delle ultime 6 settimane. Il movimento sembra essere accompagnato anche da volumi importanti, eventualità questa che potrebbe rafforzare l'idea di una prosecuzione del rimbalzo anche nei prossimi giorni.


In realtà, le incertezze sui mercati permangono. A comprare oggi potrebbero essere stati diversi operatori, tra cui i trader di brevissimo termine, che puntano a un mero rimbalzo intraday, e i ribassisti, che stanno ricoprendo le posizioni corte in essere. Non possiamo escludere neanche che i livelli particolarmente bassi toccati da alcuni titoli possa aver richiamato l'interesse di molti investitori di lungo periodo.


La domanda che si pongono in molti ora è sino a quanto durerà questo movimento. Noi crediamo che ci siano i presupposti per tornare verso i massimi di fine gennaio, soprattutto se la Yellen dovesse mostrarsi accomodante nella sua audizione davanti al Congresso Usa di questo pomeriggio.


Il costante e violento deterioramento degli ultimi giorni non apre a maggiore ottimismo al momento, visti i timori circolati sulla tenuta del sistema bancario europeo.

Dal punto di vista tecnico, il Ftse Mib è risaltio oggi in area 16.700 punti, dopo aver toccato ieri un minimo a 15.800 punti, livello che non vedeva da luglio 2013. Una chiusura oggi sopra area 16.600 punti potrebbe aprire a un allungo in direzione di 17.400 e poi a 17.800 punti. La resistenza qui è molto forte dato che questo è stato supporto più volte negli ultimi 2 anni. Un riposizionamento sopra tale livello potrebbe riportare i mercati anche verso i 19.400 punti, allontanando il pericolo di nuovi pesanti ribassi.


Attenzione al mancanto superamento di 17.800 punti che potrebbe riaprire l'opportunità di un ritorno verso 16.000 punti. Il supporto strategico per l'indice milanese passa per 14.900 punti, minimi allineati su cui l'indice è tornato più volte tra ottobre 2012 a giugno 2013. E' questo il livello strategico sotto il quale è necessario non tornare per non ritornare verso i minimi assoluti del 2012.
 

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