Euro/Dollaro ai massimi da 6 mesi

Il cambio stamane si è spinto sino a 1,1460, livelli che non vedeva da ottobre scorso.

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Fonte: Bloomberg

Mattinata all'insegna dei cali sulle borse europee, nonostante il buono spunto delle banche nelle prime fasi di contrattazione. Oltre che alle prese di profitto dopo i recenti rialzi, il sentiment potrebbe essere appesantito dalle brutte indicazioni arrivate dai conti di Alcoa

Ieri sera a mercati chiusi il colosso dell'alluminio ha alzato il velo sulle figure del primo trimestre, apparse piuttosto deludenti. Sia l'utile che i ricavi sono risultate sotto le attese, già abbastanza pessimistiche. I bassi prezzi dell'alluminio, il dollaro forte e il rallentamento degli Emergenti sono stati i fattori che maggiormente hanno condizionato i risultati di questi primi tre mesi dell'anno. A peggiorare il quadro è stata anche la revisione dell'outlook non incoraggiante per il resto dell'anno. Sebbene il quarto calo consecutivo dei profitti sembrava essere scontato dagli operatori, il mercato è rimasto spiazzato dall'eccessivo tonfo degli utili.

Gli operatori sembrano iniziare a guardare con un certo timore anche ai conti delle grandi banche di Wall Street, in arrivo nei prossimi giorni.

Proprio i conti deludenti potrebbero aver spinto gli operatori a ricalibrare le aspettative circa un rialzo dei tassi da parte della Fed, determinando uno sgonfiamento del dollaro statunitense.
Complice di ciò, il cambio EUR/USD stamane ha incrociato 1,1465, nuovo massimo dal 15 ottobre scorso. Il target a questo punto rimane collocato al ridosso di 1,15, picchi proprio di ottobre. Improbabile al momento un allungo in direzione di 1,17, massimi di agosto scorso. Probabilmente quel target potrebbe essere raggiunto in caso di una forte delusione del Pil Usa relativo al primo trimestre (in agenda il 28 aprile) e di un Draghi poco convincente nella riunione del 21 aprile. Solo un superamento di 1,17 confermerebbe i minimi a 1,05 (di aprile e dicembre 2015) come un doppio minimo.

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Eventuali pull back potrebbero richiedere un nuovo test a 1,1330-1,1340, bottom di aprile. Il livelli successivi passano per 1,1140, minimi di fine marzo, e 1,1060, livello strategico di medio periodo. Per tornare sotto tale supporto occorreranno non solo delle trimestrali migliori delle attese, ma anche una Bce convincente nel ribadire al mercato che gli strumenti a disposizione per combattere la deflazione non sono finiti qui.
 

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