Euro al test dell'elettorato francese

A pochi giorni dal primo turno, gli investitori appaiono abbastanza nervosi.

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Fonte: Bloomberg

Borse sotto pressione e volatilità implicita a una settimana sull'euro ai massimi. Questa è la risposta degli investitori quando mancano pochi giorni al primo turno delle presidenziali francesi. Sebbene i sondaggi delle ultime ore diano ancora un vantaggio modesto al candidato di centro sinistra, Emmanuel Macron, rispetto al Front National di Marine Le Pen, l'incertezza rimane altissima. Difatto, le posizioni dei 4 principali candidati rimangono vicine. Basti pensare solo che l'ultimo di questi è Jean Luc Mélechon, che ha il 18% dei consensi.

Alla luce dei fallimenti dei sondaggi degli ultimi anni (Referendum Brexit e Presidenziali Usa, in primis) gli investitori sembrano comunque adottare un approccio cauto. Al secondo turno, la probabilità rimane ancora nettamente a favore di Macron, seppur in riduzione rispetto ai massimi visti qualche settimana fa.

La reazione dei mercati è amplificata poi dalle tensioni geopolitiche internazionali, che continuano a pesare sul sentiment degli operatori. Alle tensioni tra Usa e Corea del Nord e Russia, si sono aggiunte questo week end quelle in Turchia, dopo la vittoria del Referendum di Erdogan.

Seppur il contesto rimane rialzista in un orizzonte di medio/lungo periodo, le tensioni di breve dovrebbero richiamare alla cautela, ragion per cui le vendite sono piuttosto composte e crescono le coperture con opzioni sui mercati.

Sull'EUR/USD, la view di breve rimane rialzista, con la possibilità che torni anche sopra 1,07 già la prossima settimana se al primo turno Macron dovesse confermarsi al primo posto. Al ribasso, crediamo in una tenuta del supporto strategico a 1,05, livello toccato per ben due occasioni tra febbraio e marzo scorso. Un cedimento di tale riferimento sarebbe preoccupante e potrebbe rilanciare le prospettive ribassiste verso i minimi di inizio anno, a 1,0340.

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