Eur/Usd rimbalza su 1,12

Recupera la moneta unica verso le principali valute mondiali dopo le vendite di ieri.

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Fonte: Bloomberg

La fase di risk on sui mercati affiorata nelle ultime tre sedute ha spinto gli operatori a riaprire posizioni in carry trade con l'euro. Da qui le vendite che hanno fatto rientrare i forti movimenti in acquisto che si sono generati la scorsa settimana e culminati lunedì scorso, quando le borse sono precipitate.


Il calo del cambio Eur/Usd è stato guidato anche dal contestuale rafforzamento del biglietto verde dopo il dato sul Pil migliore delle attese. Questa notizia ha riportato una piccola schiera di operatori a riconsiderare la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed già a settembre.


Le probabilità più importanti continuano ad essere posizionate per un ritocco dei tassi a dicembre, visto il basso prezzo delle commodity, che nonostante il recupero delle ultime due sedute, rimangono ancora rilegati sui minimi dal 2009.

Importanti saranno le considerazioni che arriveranno in merito dal meeting di Jackson Hole, iniziato ieri e che proseguirà sino a domani. La Cina potrebbe fare pressione affinchè la Fed ritardi il più possibile tale manovra, che potrebbe mandare in tilt i mercati emergenti.

Oggi, intanto, stiamo assistendo a un movimento di assestamento dopo la volatilità delle ultime sedute. Il cross stamane è tornato temporaneamente sopra la soglia di 1,13. La prima resistenza importante rimane collocata a 1,1370-1,1380. Solo oltre tale livello potremmo tornare a rivisitare i livelli visti a inizio settimana, a 1,16.


Confermiamo, invece, il supporto strategico di brevissimo a 1,12, testato ieri. Al di sotto di tale riferimento potremmo aspettarci un ritorno verso al trend line rialzista che congiunge i minimi crescenti degli ultimi mesi. Il supporto strategico di medio periodo rimane collocato a 1,08, testato in due occasioni durante l'estate e il cui cedimento aprirebbe a un ritorno verso area 1,04.

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