Eur/Usd in calo sotto 1,10 sui timori sull’Unione Monetaria

Il cambio euro/dollaro è debole sulla scia della crisi in Grecia e sul successo elettorale di Podemos

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Fonte Bloomberg

Venti di separazione spirano sull’Europa. In Grecia le dichiarazioni ufficiali del ministro degli interni Nikos Voutsis sulla mancanza di fondi per far fronte alle scadenze a giugno dei prestiti del FMI hanno incrementano notevolmente le possibilità che il paese possa abbandonare l’Unione Monetaria e ritornare alla dracma. Il Grexit non è un bluff ma una minaccia concreta.

Nel weekend elettorale (elezioni amministrative e regionali) in Spagna il partito anti-austerity Podemos (simile al greco Syriza) ha ottenuto successi importanti a Barcellona e Madrid, mettendo in crisi il sistema bipartitico dominato in precedenza dal partito popolare e dal PSOE.

In una giornata con molti operatori assenti per la chiusura delle borse statunitensi, tedesche e inglesi il cambio eurodollaro è sceso toccando un minimo intraday a 1,0960. La rottura del supporto a 1,1050 ha dato un importante segnale ribassista gettando le basi per una estensione della discesa verso 1,088, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci dell’ascesa dai bottom di metà aprile. Solamente un ritorno sopra l’ex supporto ora resistenza di 1,1050 potrebbe riaccendere le attese rialziste di breve, preludio a un possibile allungo in direzione di 1,12.

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