EUR/USD congestiona a 1,12 in attesa di sviluppi

Il cross risente delle indicazioni arrivate da Fed e Bce.

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Fonte: Bloomberg

Il cambio EUR/USD sosta ancora intorno a 1,12, nonostante le importanti indicazioni arrivate sul fronte Bce in settimana e i buoni dati rilasciati negli Usa.

Il tono meno accomodante incorporato nei rumors su un possibile tapering della Banca centrale europea sembra aver stemperato la portata dei dati solidi pubblicati nell'altra parte dell'oceano, in particolare quello positivo dell'ISM non manifatturiero.

Il biglietto verde, infatti, ha continuato a recuperare terreno verso le principali valute mondiali, fatta eccezione per l'euro. A questo punto, gli investitori cercheranno di dare direzionalità al cambio domani, quando saranno rese note le figure sui Non Farm Payrolls di settembre. In questo momento neanche dei dati deboli potrebbero scalfire le aspettative del mercato che punta a un rialzo dei tassi a dicembre. Solo figure particolarmente brutte potrebbero modificare tali aspettative. Probabilmente la settimana potrebbe vedere il cross EUR/USD chiudere nel range tra 1,1120-1,1250.

Maggiori indicazioni potremmo averle nelle prossime due settimane. Gli operatori si preparano alla partenza della stagione delle trimestrali e al secondo round tra Hillary Clinton e Donald Trump.

Dal punto di vista tecnico, il triangolo che si è formato nell'ultimo mese sembra essere pronto alla rottura. Il supporto importante passa per 1,1120, minimi allineati delle ultime 6 settimane. Un cedimento di tale riferimento aprirebbe a un'estensione dei cali sino a 1,1070, dove passa la trend line che congiunge i minimi di dicembre 2015 con quelli di luglio. Se anche questo livello dovesse cedere il cambio potrebbe essere proiettato nuovamente verso i minimi di inizio anno (1,07).

Indicazioni rialziste si avrebbero con il superamento della parte alta del suddetto triangolo, ora a 1,1250. Il target sarebbe sui picchi di agosto 1,1370. L'ostacolo successivo sarebbe dettato dalla trend line rialzista che ha fatto da supporto per i primi 6 mesi dell'anno, salvo poi essere violata dopo il referendum sulla Brexit, che ora sta puntando verso 1,15.

 

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