Eur/Usd attende la Fed in area 1,0650. Quale scenario?

Il cambio Eur/Usd rimane distante dal supporto strategico di 1,05 a poche ore dal comunicato della Banca centrale Usa.

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Fonte: Bloomberg

Sosta in area 1,0650 il cambio Euro/Dollaro in attesa del comunicato della Federal Reserve di questa sera. Il mercato ha già pienamente scontato il rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base. Il nuovo livello dei Fed Funds sarà portato tra 0,50-0,75. Pertanto l’attenzione degli investitori rimane unicamente rivolta alle parole della numero uno, Janet Yellen, e ai dots plot, che sintetizzano le aspettative dei governatori sul livello dei tassi nei prossimi trimestri. In proposito, il repentino rialzo delle aspettative inflattive, generato sia dall’apprezzamento del petrolio che dall’attesa Trump-economy, potrebbe spingere la Fed ad assumere un atteggiamento più aggressivo, con la possibilità di almeno 3 rialzi per il 2017. Tanto più aggressivi saranno i toni della Banca centrale, tanto peggiore potrebbe essere la reazione dei mercati.

La Yellen, però, si è mostrata già scettica sugli effetti della politica di Trump sull’inflazione. Pertanto l’atteggiamento potrebbe essere ancora molto cauto e prudente. C’è da dire anche che il forte apprezzamento del biglietto verde delle ultime settimane dovrebbe permettere agli Usa di importare deflazione.

Rimanendo in tema Fed, importanti saranno anche le indicazioni che arriveranno dalla prossima composizione del FOMC, che nel 2017 prevede l'ingresso di due membri più dovish (colombe) che potrebbero bilanciare le due scelte hawkish in capo al neo presidente Trump. 

Oltre alla Fed, crediamo che un driver importante per i prossimi mesi sia il petrolio. Se dovesse superare stabilmente la soglia dei 60 dollari al barile, il repricing delle aspettative inflattive potrebbe mettere pressione al mondo del reddito fisso, facendone salire i rendimenti. La risalita dei tassi è stata già molto importante e se dovesse proseguire potremmo raggiungere una soglia di breakeven tale per cui questo processo potrebbe arrestarsi. In particolare, se i tassi sul Tnote a 10 anni dovesse portarsi al ridosso del 3%, il profilo rischio rendimento potrebbe tornare a favorire i bond e a penalizzare l’equity, con una sensibile rotazione di portafoglio da parte dei grandi gestori mondiali.

Alla luce delle considerazioni, questa sera il cross EUR/USD potrebbe essere oggetto di forte volatilità. Alla pubblicazione del comunicato potrebbe esserci qualche tentativo di accelerazione del biglietto verde con il cross che potrebbe tornare al test di 1,05. Subito dopo si potrebbe assistere a un rientro di queste posizioni con un rimbalzo importante verso 1,07.

Entrando più nel dettaglio, l'1,05 si conferma essere un livello strategico nel medio lungo periodo, tanto che una sua perforazione potrebbe aprire la strada alla parità entro il primo trimestre del 2017, con transito di breve verso 1,03. Riteniamo questo evento ancora abbastanza improbabile, almeno per ora. Difficilmente la Fed sarà disposta ad accettare un simile apprezzamento del dollaro, dopo il balzo delle ultime settimane.

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Fonte: piattaforma IG

Più probabile un rimbalzo con primo target 1,07, Oltre tale livello si assisterebbe a un ritorno verso 1,0850-1,0870, supporto ad ottobre e resistenza la scorsa settimana. Difficile andare oltre al momento. Solo un sensibile ritorno dell'avversione al rischio potrebbe generare la chiusura massiccia delle posizioni in carry trade degli operatori, con un superamento di tale livello.

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