Eur/Usd, ora spazio a un ritorno verso 1,15

Non si arresta l'ascesa del cambio dopo il comunicato del FOMC di ieri sera.

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Fonte: Bloomberg

Dopo il deludente dato sul Pil Usa, ieri sera la Fed ha fatto sapere che la il rallentamento della crescita nel primo trimestre dovrebbe essere di carattere temporaneo e riconducibile al dollaro forte e al calo dei prezzi del greggio.
Pur lasciando aperta ancora a un rialzo dei tassi a giugno, come impone l'attuale politica monetaria adottata dopo l'abbandono della forward guidance, il mercato sembra posizionare le aspettative di un rialzo dei tassi all'autunno.
Stando alle rilevazioni dei Fed Funds Future, il rialzo potrebbe esserci addirittura a dicembre, anche se a nostro avviso è un po' prematuro calibrare ora l'esatto timing di rialzo, dato che mancano all'appello ancora molti dati macro.
Le vendite di dollari hanno portato a un balzo dell'euro/dollaro che ha penalizzato i listini europei che negli ultimi mesi hanno approfittato del basso livello del cambio per scontare aspettative di un maggiore esportazioni.
Qualche considerazione la merita anche la Grecia. Nonostante il downgrade da parte di Moody's di ieri sera, il mercato guarda con interesse alla news riportata da Bloomberg, secondo cui Tsipras starebbe cercando di accelerare i tempi per un accordo preliminare che potrebbe essere siglato entro domenica prossima e che farà da ponte prima di uno più solido in arrivo solo nell'Eurogruppo dell'11 maggio.
Dal punto di vista tecnico, la rottura della resistenza chiave a 1,1050, ha aperto alla possibilità di un allungo marcato in direzione di 1,1450-1,1550, area su cui il cambio dovrebbe sostare a lungo durante l'estate.
Possibili escursioni temporanee a 1,18 non sono da escludere al momento, soprattutto se dovessero continuare a giungere dati deboli dagli Usa.
Nel breve, il superamento di 1,1250 aprirebbe a un allungo verso 1,1360 e poi a 1,1450. Possibili pull back sono possibili verso 1,1180 e poi a 1,1070. Difficile un riposizionamento sotto 1,1050.
 

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