Eur/Usd, il QE della Bce prevale sulla Fed

Torna ad apprezzarsi il dollaro statunitense verso le principali valute mondiali dopo le violente vendite di ieri.

dollaro Yellen Fed
Fonte: Bloomberg

L’effetto Fed sembra essere già svanito sui mercati valutari. Ieri sera, nel meeting di politica monetaria, la Banca centrale Usa ha rimosso la parola “paziente” dal comunicato, come da previsioni, tagliando, però, anche le stime di crescita.

Il mercato sembra essere rimasto più impressionato dalle previsioni sul livello dei tassi (riportate nel dot plot) a fine 2015 e 2016. Secondo le stime dei singoli governatori, i tassi a fine 2015 dovrebbe attestarsi allo 0,625% dall’1,125% previsto a dicembre, mentre a fine 2016 dovrebbero fermarsi all’1,875% dal 2,5% precedente.

Insomma, come ha ribadito la stessa Yellen, durante la conferenza stampa successiva al comunicato, "la rimozione della parola pazienza, non vuol dire che la Fed sarà impaziente" nell’alzare i tassi di interesse.

Com’era prevedibile, l’atteggiamento cauto della Fed è riconducibile, in parte, al recente apprezzamento del dollaro, che penalizza l’export, e, in parte, ai bassi prezzi degli energetici, hanno ridimensionato le aspettative inflattive, principalmente di breve periodo.

Il comunicato alla fine è apparso più dovish (accomodante) del previsto e ha spostato l’aspettativa del mercato che punta ora a un rialzo dei tassi solo a ottobre (60% di probabilità), come evidenziato dai future sui Fed Funds.

E allora perché il dollaro è tornato ad apprezzarsi?

Nonostante il violento movimento di ieri, il dollaro ha recuperato gran parte del terreno perso. Di fatto, la Fed rimane potenzialmente ancora la prima grande Banca centrale ad alzare i tassi di interesse.

Nello specifico, sul cambio Eur/Usd, l’abbondanza di liquidità immessa grazie al QE di Draghi tende a prevalere sul semplice mantenimento dei tassi a questi minimi storici per qualche mese in più.

Anche la storia ci dice lo stesso. Accadeva, infatti, la stessa cosa quando la Bce aveva i tassi ai minimi storici, mentre la Fed procedeva con il QE. Il cambio Eur/Usd, salvo temporanee correzioni, continuava a salire, nonostante i fondamentali non lo supportavano.

Dal punto di vista tecnico, il cambio Eur/Usd ieri ha segnato nell’arco di sole 3 ore un balzo di oltre 4 figure, passando da 1,06 a 1,1045. Su base giornaliera, quello di ieri è stato il maggior balzo dal 18 marzo 2009, esattamente 6 anni fa. Molti oscillatori sono finiti così in ipercomprato. Una parte di queste vendite potrebbe essere inquadrata proprio come un pull back fisiologico dopo questa violente ascesa. Questa mattina il cambio ha arrestato la discesa a 1,0630, dove passa la trend line rialzista che congiunge i minimi di questa settimana. Il primo supporto rimane a 1,0580, minimi di ieri. Solo un cedimento di questo livello potrebbe aprire a un affondo verso 1,05 e poi a 1,0460, bottom assoluti di venerdì. La resistenza più vicina passa per 1,07, oltre la quale si creerebbero i presupposti per tornare a 1,08, massimo di questa mattina.

Le nostre aspettative sul medio periodo (settembre) continuano a puntare una parità del cross Eur/Usd, mentre nel breve, ogni tentativo di rimbalzo dovrebbe arrestarsi in area 1,11.

Trova articoli per analista

Trova un articolo

Queste informazioni sono state preparate da IG, un nome commerciale di IG Markets Limited. Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti.

I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva. 79% dei trader al dettaglio incorrono in perdite quando fanno trading con IG. Vi preghiamo di verificare le vostre conoscenze in merito al funzionamento dei CFD e la vostra disponibilità ad utilizzare i CFD dato l’elevato rischio di perdita. I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva.