Eur/Jpy, lateralità prossima alla fine

Il cambio rimane in balia delle prossime decisioni delle Banche centrali.

BOJ Japan Bank of Japan
Fonte: Bloomberg

Continua a rimanere in una fase di ampia volatilità il cambio Eur/Jpy in attesa delle prossime decisioni delle due Banche centrali di riferimento. Questo giovedì sarà la Bce a prendere la parola, mentre il 30 ottobre spetterà alla Bank of Japan.

Entrambe le aree a settembre sono tornate in deflazione complice la continua discesa dei prezzi degli energetici. Sebbene sia la Bce che la BoJ stiano attuando delle politiche espansive, attraverso programmi di Quantitative Easing, ci aspettiamo che questi siano presto estesi in termini di ammontare o durata per scongiurare il pericolo di una deflazione persistente.

Entrambe queste misure dovrebbero indebolire le rispettive valute. Si tratta di due forze di natura contrapposta che dovrebbero continuare a mantenere il cross Eur/Jpy ancora in una fase laterale. Probabilmente solo il timing di azione sarà in grado di apportare divergenze a una simile view.


In quest'ottica, ci aspettiamo che la BoJ possa agire prima della Bce. Già la prossima settimana l'ammontare di acquisti mensili della Banca centrale nipponica potrebbe essere innalzato. Per la Bce, occorrerà attendere solo il 2016 prima di assistere a una manovra di questo genere.


Sulla base di tali indicazioni, il movimento di deprezzamento dello yen dovrebbe anticipare quello della moneta unica. Tali manovre espansive, se accompagnate da un rally dei mercati, dovrebbero favorire la ripresa del cambio.

 

Dal punto di vista tecnico, il cross Eur/Jpy sembra essere prossimo all'uscita dalla fase di compressione che lo ha ingabbiato tra la trend line ribassista (che congiunge i massimi di dicembre 2014 con quelli estivi) e quella rialzista che unisce i minimi degli ultimi mesi.

Il superamento della resistenza suddetta aprirebbe a un ritorno verso 137,40, top di agosto. Rappresenta questo il livello strategico oltre la quale il cambio metterebbe poi nel mirino i 140.
Indicazioni ribassiste arriverebbero con il cedimento della parte bassa della trend line che congiunge i minimi dell'ultimo mese, ora in transito a 134,20. La prima area di atterraggio sarebbe a 133 e poi a 132,20 (bottom di settembre). Difficile pensare ora a una discesa sotto tale livello.

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