Eur/Gbp vola ai massimi da febbraio

Forte deprezzamento della sterlina dopo che i dati sull'inflazione di settembre in Gran Bretagna hanno confermato un ritorno alla deflazione.

BoE Bank of England
Fonte: Bloomberg

I dati sull'inflazione rilasciati ieri hanno mostrato una contrazione dei prezzi al consumo dello 0,1% su base tendenziale a settembre. A pesare è stata principalmente la componente energia, i cui prezzi hanno continuato a contrarsi il mese scorso. Stabile all'1% il dato core, che confermerebbe la tenuta dei prezzi dei beni meno volatili.


Le figure hanno modificato sensibilmente le aspettative degli operatori circa un rialzo dei tassi da parte della Bank of England. In questo momento, ci aspettiamo un ritocco dei tassi a metà del 2016 e, comunque, non prima dell'azione della Federal Reserve. Intanto oggi sono attesi i dati sull'occupazione in Gran Bretagna che potrebbero riportare cauti acquisti sulla divisa britannica.


Dal punto di vista tecnico, il cambio Eur/Gbp si è spinto ieri sino al ridosso di 0,75, massimi da febbraio scorso. Sebbene la resistenza qui sia molto forte, l'incrocio della media mobile a 50 giorni sopra quella a 200 giorni lascerebbe pensare a un tentativo di rottura di tale riferimento. Questa circostanza potrebbe aprire ad allunghi in direzione di 0,76 prima e 0,7750 poi. Il supporto qui è molto forte dato che rappresenta i minimi assoluti del 2012 e del 2014.


Improbabile che si vada oltre tale soglia, in vista di un possibile ampliamento del piano di QE della Bce. Possibili pull back potrebbero condurre verso area 0,73, dove si incrociano ora le due medie mobile sopra citate. Un cedimento di tale riferimento potrebbe portare a una estensione della flessione verso 0,72, bottom di settembre. Sarà questo il supporto strategico di medio periodo al di sotto del quale il cambio potrebbe tornare verso i minimi estivi in area 0,69. 

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