Eur/Chf torna sopra 1,10

Il cambio questa mattina ha aggiornato i massimi da oltre 4 mesi.

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Fonte: Bloomberg

Prosegue il recupero della moneta unica verso il franco svizzero, nonostante le tensioni emerse in questo inizio di anno. Di norma, il franco svizzero viene percepito un "porto sicuro" durante le fasi turbolente dei mercati finanziari, ma la volatilità delle ultime settimane non sembra aver favorito la divisa elvetica e sembra aver avvantaggiato la moneta unica.


Le ragioni di ciò sono per lo più riconducibili ai tassi negativi (-0,75%) e alle indicazioni macroeconomiche per nulla incoraggianti che sono arrivate dalla Svizzera. Il Paese d'oltralpe ha attraversato un 2015 molto difficile dopo quell'ormai famoso 15 gennaio. A prova di ciò, il tasso di disoccupazione a dicembre è salito al 3,7%, il livello più alto da settembre 2010. Male anche il tasso d'inflazione, rimasto in territorio negativo a dicembre per il quattordicesimo mese consecutivo (-1,3% a/a), non lontano dai minimi storici toccati (-1,4%) tra agosto e novembre. Proprio la perdurante deflazione minaccia un avvitamento della crescita molto importante.

Se il quadro economico elvetico rimane abbastanza depresso, la stessa cosa non può dirsi della vicina eurozona, che ha continua a registrare un calo della disoccupazione e un crescita che guadagna terreno.


Un simile contensto sembra avvantaggiare la moneta unica, con il cambio Eur/Chf che questa mattina si è riportato sopra 1,10, aggiornando i nuovi massimi dal 14 settembre scorso. Il cambio sembra essere diretto verso 1,1050, picchi di settembre. Solo un superamento di tale riferimento potrebbe gettare le basi per un allungo verso 1,11, aggiornando così i nuovi massimi dal 15 gennaio 2015, quando passo da 1,20 a 0,80.


Il recente rally potrebbe necessitare di una pausa prima. Un livello di pull back passa per 1,0950 e poi per 1,09. Solo un cedimento di tale riferimento potrebbe portare a una sensibile perdita di spinta aprendo alla lateralità che ha caratterizzato il cross negli ultimi mesi. Il supporto strategico passa per l'area di 1,0730-1,07, su cui il cambio si è appoggiato più volte da agosto scorso. La rottura di tale riferimento potrebbe portare le quotazioni verso 1,05.

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