Draghi’s Day: quali movimenti sul cambio eurodollaro?

Nella stagione delle turbolenze legate alla crisi petrolifera la BCE si riunisce per decidere sulla politica monetaria

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Fonte Bloomberg

Importante meeting del Consiglio Direttivo della BCE. Le nostre attese per le 13,45 sono per una conferma dei tassi d’interesse sui valori correnti, ovvero i tassi d’interesse sulle operazioni principali di rifinanziamento allo 0,05% e i tassi sui depositi al -0,30% (a dicembre questo tasso era stato rivisto al ribasso di 10 punti base).

Sarà interessante seguire la conferenza stampa del governatore dell’istituto di Francoforte, Mario Draghi, per capire come si è modificato l’atteggiamento della principale banca centrale del Vecchio Continente dopo il crollo dei prezzi petroliferi. Anche oggi le quotazioni del greggio sono su livelli molto bassi e non mostrano alcun rimbalzo. Il WTI Light Crude e il Brent oscillano attorno ai 28 dollari al barile.

La discesa dei prezzi degli energetici mantiene molto basso l’indice generale dei prezzi al consumo. In settimana Eurostat ha pubblicato le stime finali sull’inflazione di dicembre. Le cifre sono ancora molto basse. A dicembre il HICP (indice armonizzato dei prezzi al consumo) ha mostrato un incremento annuale dello 0,2% (a novembre +0,1%). Rallentano i sotto-indici relativi ai prezzi dei servizi +1,1% a/a (a novembre +1,2%) e quelli degli alimentari/alcol/tabacco +1,2% (a novembre +1,5%). Sempre fortemente negativi gli energetici (-5,8%).

Il Consiglio Direttivo discuterà proprio delle aspettative di inflazione di medio termine, fattore chiave per le decisioni del Board.

Riteniamo che il Governing Council sceglierà di mantenere la propria “stance” accomodante con il prolungamento del “wait and see”. Troppi membri conservatori spingeranno per attendere almeno fino a marzo prima di intervenire nuovamente con una modifica delle misure non convenzionali. Soprattutto il governatore della Bundesbank presserà il Consiglio per prendere tempo e per valutare attentamente gli effetti delle manovre intraprese a dicembre.

Da un punto di grafico il cambio eurodollaro ha mostrato pochissima volatilità nelle ultime sedute. Mercati azionari e delle commodities in fermento. Valute legate al petrolio in forte caduta. Eurodollaro invece stabile nel range tra 1,086 e 1,098.

Cosa può succedere nel pomeriggio?

Non ci aspettiamo movimenti clamorosi. Tuttavia ci sono possibilità che l’eurusd possa uscire dal trading range menzionato in precedenza. Attenzione quindi all’eventuale cedimento del supporto in area 1,0860, condizione che getterebbe le basi per una discesa verso 1,0805 e 1,0715. Da un punto di vista rialzista possibile un nuovo test a 1,0985.

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