Dollaro Australiano debole nonostante dati Cina

La divisa australiana fatica a recuperare terreno dopo lo scivolone di ieri.

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Fonte: Bloomberg

L'aussie non sembra beneficiare delle buone figure macroeconomiche rilasciate in Cina nella notte, che hanno mostrato un surplus commerciale migliore delle attese. A dicembre, secondo l'ufficio di statistica cinese, l'export è salito di oltre 9 punti percentuali, a fronte di un calo dell'import di circa 2%. Entrambe le figure sono risultate migliori delle attese e scacciano il pericolo di un immediato avvitamento della seconda economia del mondo.
Nonostante tutto, la divisa australiana non ha risentito di queste buone figure ed è rimasta vicino ai minimi di ieri vs il dollaro statunitense. Il continuo calo dei prezzi del greggio sembra condizionare maggiormente l'aussie, così come tutte le altre commodity currency.
Il cambio Aud/Usd rimane ancorato vicino ai minimi di inizio settimana, a 0,8130, dopo aver aggiornato ieri i massimi da quasi un mese, a 0,8255. Il rimbalzo in atto dai minimi della scorsa settimana rimane ancora in atto, almeno fintanto che il cambio rimane sopra 0,8130. Il principale target rialzista è rappresentato dalla trend line ribassista che congiunge i massimi di settembre e novembre 2014, ora in transito a 0,8280. La resistenza qui è molto forte, dato che passa anche la media mobile a 200 giorni. Solo un superamento di tale riferimento grafico getterebbe le basi per un recupero più importante in direzione dell'obiettivo collocato a 0,8380 e poi a 0,8540 (top di dicembre). E' difficile che si vada oltre questo livello viste le prospettive sulla politica monetaria del Paese.
Indicazioni ribassiste si avrebbero con un ritorno verso i minimi della scorsa settimana (a 0,8030), che alimenterebbero nuovi cali verso 0,80 e 0,77, nuovi minimi dal 2009.
 

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