Dax: chiuso gap a 10.750. Che fare?

L'indice tedesco la scorsa settimana ha aggiornato i massimi visti da inizio anno.

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Fonte: Bloomberg

Settimana interlocutoria per l'indice DAX dopo il buon recupero della prima parte di agosto. Il primo indice d'Europa ha chiuso il fatidico gap ribassista lasciato aperto nella prima seduta dell'anno, aggiornando anche i massimi di questo 2016, a quota 10.800 punti. L'indice è così riuscito a recuperare sia i violenti cali di gennaio-febbraio sia quelli post referendum Brexit.

La domanda che si pongono in molti è: dove può arrivare ora?

Per rispondere a questa domanda dovremmo chiederci se i timori che hanno causato quelle vendite si siano dissipati. La risposta è certamente no. In primo luogo, l'economia cinese continua a mostrare segnali di rallentamento, con alcuni settori, soprattutto quelli industriali in piena difficoltà. Tra l'altro, l'eccesso di produzione e l'alto indebitamento stanno alimentando un flusso di fallimenti importante tra le imprese tanto che molte banche creditrici dovranno essere ricapitalizzate e salvate dal governo.

Riguardo alla Brexit, le tensioni sono aumentate post 23 giugno e continueranno a farlo man mano che le trattative tra Ue e Regno Unito andranno avanti fino al momento in cui quest'ultimo non farà richiesta ufficiale d'uscita.

Infine, la debolezza del sistema bancario europeo si è solo accentuata negli ultimi mesi in scia con l'emergere di fattori che fanno pensare a tassi bassi per un lunghissimo periodo di tempo.

A cosa è dovuto allora la tenuta delle borse? Le Banche centrali hanno dispiegato nuove misure volte a sostenere i mercati e l'economia contro questi shock. Dallo stop al rialzo dei tassi d'ìnteresse della Federal Reserve alle misure massicce schierate dalla Bank of England, passando per l'estensione del QE della Bce, tante sono state le manovre schierate dagli Istituti centrali.

Molti gestori, che sono stati presi in contropiede con i cali di inizio anno, hanno cercato un po' di riscatto, ma lo scetticismo potrebbe presto riemergere e far scattare nuove vendite.

Un po' di analisi tecnica potrebbe darci indicazioni più chiare sul futuro andamento del Germany 30. Il supporto strategico di medio periodo si colloca tra i 10.100-10.200, dove passa ora la trend line che congiunge i massimi decrescenti di aprile e dicembre 2015.

La tenuta sopra tale area metterebbe l'indice nelle condizioni tali di tornare almeno sino a 10.800 punti. Solo un superamento di tale riferimento potrebbe aprire a un allungo poi verso quota 11.000 e poi 11.400 punti, massimi di dicembre 2015. Difficile al momento ipotizzare riposizionamenti sopra tale soglia.

Un cedimento del supporto suddetto potrebbe aprire a un ritorno verso i minimi di giugno a 9.000 punti e poi verso quelli di inizio anno a 8.700. Non ci sentiamo di escludere che le pressioni in vendita saranno tali da spingere l'indice ad aggiornare i minimi da ottobre 2014.

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