Presidenziali USA: Clinton scrive la storia

L'ex segretario di Stato è la prima donna a conquistare la nomination per la corsa alla Casa Bianca.

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Fonte: Bloomberg

E' arrivata con un giorno di anticipo, probabilmente, la nomination democratica per Hillary Clinton. Ad annunciarlo è stata l'Associated Press ieri sera alle 22.20 ora di Washington. Stando all'ultimo conteggio, l'ex segretario di Stato ha superato la soglia minima necessaria per la nomination, ovvero 2.383 delegati (inclusi i superdelegati).

Hillary Clinton diventa così la prima donna della storia democratica statunitense a conquistare la nomination per le elezioni presidenziali USA.

A questo punto la convention democratica di luglio dovrebbe ufficialmente incoronarla per la corsa alla Casa Bianca e sfiderà Donald Trump. Probabilmente la nomination sarebbe arrivata questa sera, in occasione del Super Tuesday, che vede andare al voto ben 6 Stati, tra cui la California che da sola conta 546 delegati. Le accuse mosse dal suo sfidante, Bernie Sanders, sul sistema di voto delle primarie sono destinate quindi a naufragare.

In proposito è intervenuto anche il Presidente, Barack Obama, che ha invitato Sanders a farsi da parte per fare in modo che Hillary possa dedicarsi unicamente alla sfida con Trump.

I risultati di questa sera a questo punto dovrebbero solo rafforzare la posizione di Trump e Clinton, che si presenteranno alle c onvention di luglio per dare ufficialmente inizio alla campagna per le presidenziali.

I mercati da oggi conoscono i nomi deli due contendenti che si sfideranno nei prossimi mesi sino al voto di novembre e potranno fare le loro puntate. Probabilmente gli eventi in agenda da qui alle prossime 4 settimane offuscheranno ancora la portata di queste elezioni. Se ne riparlerà dopo l'estate quindi.

Importanti saranno anche le news che arriveranno dalla Fed. Non abbiamo del tutto scartato l'ipotesi di un duplice rialzo dei tassi nell'anno in corso, con il primo ritocco a luglio, nonostante i il brutto dato sui NFP. Vista la situazione di incertezza in cui versiamo, difficilmente la Fed agirà negli ultimi due mesi prima del voto.

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