Cina, la crescita è ai minimi da 7 anni

Il dato è risultato in ogni caso in linea con il consenso del mercato.

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Fonte: Bloomberg

Nel primo trimestre il Pil in Cina è cresciuto del 6,7% su base annuale, in rallentamento dal +6,8% del trimestre precedente. E' la crescita più bassa dal primo trimestre del 2009, quando il Pil si attestò a +6,2%. Per quanto possano essere attendibili, queste figure sono risultate in linea con le attese del mercato. Più incoraggianti sono stati, invece, i dati pubblicati nella notte che hanno visto  le vendite al dettaglio a marzo crescere del 10,5% a/a, mentre la produzione industriale è balzata del 6,8% (da 5,9%), entrambi migliori delle attese così come gli investimenti fissi.


Insomma sembrerebbero essere proprio le buone indicazioni arrivate a marzo ad incoraggiare gli investitori. Le figure di oggi si sposano bene con quelle incoraggianti arrivate in settimana, che hanno visto l'export a marzo tornare a salire per la prima volta da giugno dello scorso anno. Probabilmente gli sforzi del governo e della Banca centrale cinese sembrano produrre i primi effetti e il rallentamento potrebbe aver trovato una fase di bottoming da cui ripartire. 
 

A questo punto, i timori di un eccessivo rallentamento della Cina potrebbero essere messi da parte per un po'. Gli investitori torneranno a concentrarsi sulle trimestrali statunitensi, che vedranno protagonista oggi Citigroup. La prossima settimana sarà la volta dei colossi tecnologici e industriali. Sinora, il pericolo di un forte rallentamento degli utili sembra essere messo un po' da parte.

Sul fronte macro, quest'oggi l'attezione si sposta su alcuni indici manifatturieri e sulla produzione industriale di marzo. Non possiamo escludere che delle vendite possano emergere nel pomeriggio in vista della riunione di Doha di domenica. E' un appuntamento molto atteso dagli operatori e il punto centrale rimane il congelamento della produzione. Russia e Arabia Saudita cercheranno di far rientrare l'Iran all'interno di questo accordo, impresa molto difficile che il mercato non sta prezzando al momento. Per ora il petrolio resiste vicino ai massimi di periodo, con il WTI galleggia sopra i 41 dollari al barile.

Il Dax resiste sopra i 10 mila punti e la resistenza più vicina passa per 10.100-10.130. Una chiusura settimanale sopra tale riferimento potrebbe rilanciare le quotazioni verso 10.740 punti, gap down lasciato aperto dal 4 gennaio scorso. Un cedimento della soglia psicologica dei 10 mila punti potrebbe richiedere un test veloce a 9,950 punti.

 

 

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