Cina: indici crollano, da giugno -30%

Indice China A50 Cash scende sotto i 10 mila punti per poi recuperare, panic sell-off

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Fonte Bloomberg

Discutiamo tanto della tragedia greca che passa “quasi” inosservato il forte crollo degli indici cinesi. Dai picchi di giugno gli indici della Borsa di Shanghai hanno evidenziato un ribasso di circa 30 punti percentuali. Un vero e proprio panic sell-off come lo chiamerebbero gli anglosassoni. Bisogna ricordare che nei 12 mesi precedenti gli stessi indici cinesi avevano mostrato rialzi superiori al 100%.

Solamente un arretramento fisiologico? Crediamo di no. Anzi questo ribasso è molto significativo. Le borse perdono fortemente nonostante gli interventi di politica monetaria espansiva da parte della PBoC, la banca centrale cinese. La maggior parte dei titoli della Borsa di Shanghai è stato sospeso in giornata. Deciso di vietare lo short selling. Bloccate pure le IPO (28) nelle ultime settimane sulla scia delle difficili condizioni di mercato.

Sono tante le ragioni del crollo degli indici cinesi. Il principale è la forte caduta delle attese degli addetti ai lavori sul ritmo di espansione delle attività economiche. Il rallentamento dell’economia cinese è un problema da tempo ma ultimamente ha assunto un ruolo chiave visto che nonostante le azioni di governo non sembra che si possa risolvere. Le stesse manovre del duo Xi Jinping e Li Keqiang sono state messe in forte discussione.

Secondo l’ufficio studi di Bank of America Merrill Lynch una delle principali cause delle vendite è legata alla sottovalutazione da parte del Governo del fenomeno dello shadow banking (ovvero l’universo sommerso di imprese e gruppi finanziari che operano al di fuori del sistema standard bancario). Per altri la ragione principale è un ritorno allo statalismo invece di procedere nel percorso di liberalizzare i mercati.

Nella piattaforma IG l’indice XINHUA – China A50 Cash ha mostrato in data odierna una seduta pesantemente negativa scendendo al di sotto dei 10 mila punti per poi recuperare e stabilizzarsi attorno ai 10500 punti. Il forte ribasso ha cambiato le prospettive grafiche sull’indice. L’eventuale cedimento del supporto in area 10030, minimi testati più volte a inizio anno e ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci dell’ascesa dai bottom di ottobre 2014, creerebbe i presupposti per una discesa verso i target a 9000 e 8500.

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