CICLONE BREXIT SUI MERCATI, CAMERON SI DIMETTE

Dopo 43 anni il Regno Unito ha votato a favore di un’uscita dalla UE.

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Dopo 43 anni i cittadini del Regno Unito hanno votato a favore di un’uscita dalla UE. Il risultato è stato scioccante. Dopo la debacle dello scorso anno, i bookmakers e i sondaggisti britannici hanno sbagliato nuovamente le previsioni. Solo ieri sera i bookmakers assegnavano una probabilità del 93% alla vittoria del Remain. Nella notte è cambiato tutto. l “Leave” sono rimasti in vantaggio sin dalle prime battute e questa mattina i network britannici davano l’ufficialità della vittoria dell’Out. Secondo i dati ufficiali il fronte del Leave ha ottenuto il 51,9%, mentre il Remain ha ottenuto il 48,1%, con un’affluenza pari al 72,2%, ben inferiore alle stime, intorno all’80%.

Il premier, David Cameron, ha riconosciuto la propria sconfitta nella conferenza stampa tenutasi davanti al numero 10 di Downing Street, dove ha anche annunciato le proprie dimissioni. Il nuovo primo ministro sarà scelto prima di ottobre, quando ci sarà la riunione del partito conservatore. Crediamo che nelle prossime settimane continueranno i colloqui e le trattative e non possiamo, quindi, escludere che tali tensioni possano condurre a nuove elezioni. Le dimissioni di Cameron ritardano l'invocazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, necessario per avviare le trattative per la Brexit.

I mercati finanziari di tutto il mondo, intanto, crollano sotto i colpi dell’incertezza, che riguarda più livelli. Non solo la sfera politica, ma anche quella economica e finanziaria vengono chiamate in causa in questo sell off generalizzato. Una buona parte di questi cali è imputabile al clima di forte incertezza che c'è sull’Unione europea. Ora molti Paesi euroscettici potrebbero avanzare richieste di uscita sulla scia dell'euforia determinata dalla Brexit. Queste incertezze continueranno a penalizzare la Ue, la cui solidità scricchiola pericolosamente, soprattutto a due giorni dal voto in Spagna.

La Brexit solleva molti dubbi anche sulla solidità delle banche europee, che devono ora avere a che fare con un clima di tassi molto bassi per un periodo lunghissimo di tempo. Non siamo sorpresi dei cali a doppia cifra del comparto bancario di oggi. Probabilmente le incertezze rimarranno elevate anche nei prossimi mesi, pertanto raccomandiamo cautela.

Infine, l’incertezza economica contribuisce a tenere alte le vendite. Il Regno Unito potrebbe andare incontro a una recessione pluriennale, mentre in Europa il calo dell'import verso il Regno Unito potrebbe tradursi con una crescita più bassa e fragile.

Al di là della seduta odierna, molti si interrogano già sulle prospettive delle prossime sedute. Ci aspettiamo che i cali proseguiranno in maniera importante, soprattutto se lunedì in Spagna dovessero svegliarsi con un governo euroscettico.

Viste le alte quotazioni di Wall Street, vicina ai massimi storici, gli eventi di oggi potrebbero dare seguito a un rally ribassista di lungo respiro. Neanche l’azione congiunta delle Banche centrali potrebbe arrestare questa discesa.

Intanto, il flight to quality ha messo le ali all’oro, al Bund e al franco svizzero. Su quest’ultimo è intervenuto la Banca centrale (SNB) nel tentativo di arginare il forte apprezzamento della valuta locale. Probabilmente la prossima settimana ci saranno nuove manovre/indicazioni dalla BCE e dalla BOE.

La sterlina intanto paga un conto salatissimo. Nel corso della notte ha subito un violentissimo deprezzamento, che l'ha portata a cedere il 10% verso le altre principali valute mondiali. Il cambio Gbp/Usd è passato nella notte da 1,50 a 1,3220 (minimi dal 1985). Il cable sembra essersi ora stabilizzato intorno a 1,39. Probabilmente nei prossimi giorni torneremo nuovamente verso quei minimi, visto il permanere di un altissimo grado di incertezza. Allo stesso modo anche il cambio Eur/Gbp potrebbe tornare verso 0,83, massimi della notte.

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