Brexit, one week later...

Il Ftse 100 ha un saldo positivo del 3%, ma la sterlina si è deprezzata dell'11%.

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A una settimana dall'esito del referendum nel Regno Unito che ha visto la vittoria dei Leave, sul mercato rimangono moltissimi dubbi. La situazione politica rimane molto convulsa non solo oltre manica, ma anche in Europa.

Nel Regno Unito si ragiona sul post Cameron, con Micheal Gove e Theresa May che dovrebbero correre per la leadership Tories che a settembre sarà chiamata ad eleggere il nuovo leader che farà appello poi all'art. 50 del Trattato di Lisbona. Nel Vecchio continente, invece, l'incertezza è elevata. Molti Paesi potrebbero seguire l'esempio britannico nei prossimi anni. Il 2017 poi vedrà il ritorno alle urne in Francia e Germania, dove le forze euroscettiche sono in costante ascesa.

Sui mercati, però, la situazione rimane apparentemente diversa da quella che ci si aspettava prima del voto. Il listino principale di Londra, il FTSE 100, segna un progresso di oltre 3 punti percentuali in questo momento rispetto alla chiusura di giovedi scorso, mentre i listini europei sono ancora lontani 6 punti percentuali dai livelli di una settimana fa. Fa peggio Ftse Mib che perde quasi il 10%.

Nonostante questa situazione sembri paradossale, le motivazioni vengono spiegate dal violentissimo deprezzamento della sterlina. Quando sui mercati valutari assistiamo a movimenti così importanti di una valuta, il mercato azionario tende a riposizionarsi in direzione opposta.

Nello specifico, il deprezzamento della sterlina è stato così violento tanto da portare a una rivalutazione delle azioni inglesi. Se scorporiamo l'effetto sterlina probabilmente l'indice britannico segnerebbe ora una variazione negativa dell'8%.

Cosa inversa era accaduta durante il caos che si è generato sul franco svizzero il 15 gennaio 2015. In quell'occasione il franco svizzero si era apprezzato di oltre il 20% verso dollaro ed euro, mentre l'indice azionario di Zurigo segnava cali importanti.

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