Biglietto verde forte in attesa dei NFP di venerdì

I riflettori sono sempre puntati sul dollaro che continua ad apprezzarsi sui mercati valutari. 

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Fonte Bloomberg

Il Dollar Index (paniere che misura la forza del biglietto verde contro le principali divise internazionali) ha toccato in sessione nuovi massimi dal 7 agosto a 98,36 punti. A rafforzare le quotazioni della divisa statunitense sono state le cifre macro annunciate in giornata ben sopra le attese e le parole della Yellen al Congresso che hanno aumentato le attese di un rialzo dei tassi d’interesse da parte della FED già nel meeting di dicembre.

I nuovi posti di lavoro a ottobre calcolati dall’istituto ADP (le cifre ufficiali sanno pubblicate venerdì) hanno mostrato una crescita di 182 mila nuovi impieghi (consensus 180 mila). Molto bene il comparto dei servizi. L’indice ISM (Institute for Supply Management) ha registrato una crescita nel mese di ottobre da 56,9 a 59,1. Ottimo il risultato del sottoindice relativo al fronte occupazionale, secondo livello più alto di sempre a 59,2. Il miglioramento delle assunzioni nel comparto dei servizi e la buona stima ADP sui nuovi impieghi di ottobre aumentano le attese su positive cifre macro sul mondo del lavoro venerdì. Infatti l’US Bureau of Statistics comunicherà i non farm payrolls (aspettative 165k, a settembre 118k) e il tasso di disoccupazione relativi al mese di ottobre.

A dare una ulteriore spinta al dollaro è arrivato anche il governatore della FED, Janet Yellen, che in un intervento al Congresso, ha ribadito la possibilità di un rialzo dei tassi a dicembre, sottolineando che una decisione non è stata ancora presa perché c’è l’intenzione di monitorare ancora il contesto economico.

Nonostante le robuste cifre macro, crediamo che la Federal Reserve vigilerà attentamente proprio sull’andamento dell’inflazione. Anche una lieve ripresa delle pressioni inflazionistiche convincerà i membri del Board a rialzare i tassi a dicembre e poi effettuare un processo di incrementi del costo del denaro molto graduale nel 2016.

Tuttavia, come sottolineato anche da importanti autorità monetarie come l’ex governatore FED Ben Bernanke, se l’andamento dei prezzi non dovesse evidenziare una risalita, molto difficilmente la FED sceglierà di cambiare strategia in politica monetaria. Se osserviamo anche le aspettative del consensus sul rialzo dei tassi a dicembre oggi sono salite a un 58% che mostra come vi sia ancora forte incertezza sulle prossime mosse della principale banca centrale del mondo.

In mattinata il cambio eurodollaro ha segnato un minimo intraday a 1,0834. L'eventuale cedimento di tale riferimento aumenterebbe le pressioni ribassiste, gettando le basi per una discesa fino al prossimo obiettivo situato a 1,0890, minimi segnati in estate e livelli strategici non solo in ottica di breve periodo. Timidi segnali di ripresa sopra 1,09, preludio a un possibile ritorno verdso 1,0965.

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