Aud/Nzd verso test dei minimi del 2005

Riprende la discesa del cambio tra il dollaro australiano e quello neozelandese dopo i molti eventi che hanno caratterizzato le ultime ore. 

La Banca centrale neozelandese (Reserve Bank of New Zealand, RBNZ)  ha alzato ieri sera i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli al 2,75%, sottolineando la possibilità che nei prossimo biennio il rialzo potrebbe essere di 2 punti percentuali.

La RBNZ diventa così la prima Banca centrale a dare seguito a una politica monetaria restrittiva. Dopo la decisione il kiwi si è apprezzato verso le principali valute. Positivi i dati rilasciati sul mercato del lavoro in Australia, dove a febbraio si sono registrati +47 mila nuovi posti di lavoro contro i +15 mila attesi.

L’effetto positivo che hanno avuto sull’aussie è durato ben poco. L’entusiasmo è stato smorzato dalle deludenti figure rilasciate in Cina. Le vendite al dettaglio hanno mostrato un +11,8% a/a contro le attese di +13,5% atteso e il +13,1% del periodo precedente. Rallenta anche la produzione industriale a +8,6% a/a contro il 9,5% atteso e il +9,7% precedente. I mercati sembrano ora puntare per un intervento espansivo da parte della Banca centrale cinese in modo tale da arginare il deciso rallentamento della seconda economia del mondo.

Dal punto di vista tecnico, sul cross Aud/Nzd si è registrata un’intensa attività nella notte. Il cambio continua a dare seguito a questa nuova discesa avviata dai massimi di inizio febbraio (a 1,9050). A questo punto, sembra inevitabile un ritorno sui minimi di gennaio a 1,05. Il cedimento di questo livello sarà strategico in un’ottica di medio lungo periodo. Il cross potrebbe tornare verso 1,04, aggiornando così minimi dal 2005. Certo è che se le condizioni economiche in Cina dovessero deteriorarsi in maniera sensibile l’aussie potrebbe scendere verso la parità con il dollari neozelandese, vista anche la ferma intenzione di portare avanti una politica monetaria restrittiva da parte della Banca centrale neozelandese.

Temporanei rimbalzi potrebbero condurre verso quota 1,0730-1,0750. Solo il superamento di questo livello allontanerebbe lo scenario ribassista di breve e dare spazio per un allungo verso i massimi annuali a 1,0950. La rottura di questa resistenza aprirebbe poi a un’accelerazione verso 1,12, supporto importante a luglio e settembre scorso.

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