Aspettando la Bank of England

Cresce l'attesa per la riunione della Banca centrale britannica, che potrebbe alzare i tassi d'interesse di 25 punti base.

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Fonte: Bloomberg

Rimangono alte le aspettative per un rialzo dei tassi d'interesse da parte della Bank of England (BoE) per la riunione odierna. Secondo il consenso, i tassi d'interesse potrebbero essere alzati allo 0,5% (+25pb), livello che non si vedeva da luglio 2016, quando in scia alla Brexit i tassi vennero abbassati al minimo storico. Il rialzo di oggi sarebbe il primo da luglio 2007.

L'accelerazione dell'inflazione (a settembre salita al 3%, massimi dal 2012) e il tasso di disoccupazione ai minimi dal 1975 (al 4,3%), spingono la BoE ad agire, in scia anche all'operato delle altre Banche centrali, Fed e Bce in primis, che si stanno muovendo verso un approccio meno accomodante. La differenza importante rispetto a quest'ultime è che l'outlook rimane molto incerto in vista della Brexit. I recenti indicatori anticipatori hanno mostrato un deciso rallentamento dell'attività delle costruzioni, a seguito degli investimenti bassi nel settore real estate, uno dei più strategici per il Paese. Intanto prosegue la fuga delle banche, che secondo la stessa banca centrale potrebbe creare circa 70 mila disoccupati.

Il rischio di non fare nulla è comunque alto per la BoE, dato che la crescita dei prezzi al consumo sta minando seriamente il potere d'acquisto delle famiglie e da qui i consumi. L'auspicio è che il rialzo dei tassi sostenga un po' la divisa britannica, riducendo l'inflazione importata attraverso i beni di consumo, la principale fonte di pressione sui prezzi dell'ultimo anno.

Ad ogni modo, crediamo che non ci sarà unanimità nella decisione odierna, dove verrà rilasciato anche l'Inflation Report. A Carney verrà affidato l'arduo compito di calibrare le aspettative del mercato di un rialzo dei tassi d'interesse, mostrandosi però ancora pienamente accomodante se il ciclo economico dovesse deteriorarsi.
Tutto questo potrebbe tradursi con un'alta volatilità della sterlina in concomitanza della decisione, mentre nel medio periodo dovrebbe mantenersi entro i livelli visti a ottobre.

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