Apple sbanca in Cina, ricavi e utili battono le attese

A Wall Street il titolo dell’azienda di Cupertino è atteso in apertura sui nuovi massimi storici dopo i conti super del 2° trimestre.

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Fonte: Bloomberg

Nel trimestre gennaio-marzo, il colosso tecnologico ha riportato utili in crescita del 33%, a quota 13,6 miliardi di dollari (EPS 2,33), mentre i ricavi sono saliti del 27%, raggiungendo i 58 miliardi (ben sopra il consenso, fermo a 56 miliardi).

 

Il main driver di questi risultati restano le vendite di iPhone, che si sono attestate a 61,2 milioni (contro attese di 58,1 milioni). Ancora più sorprendente è il fatto che per la prima volta nella storia le vendite di iPhone nella Cina continentale hanno superato quelle degli Stati Uniti. Questo risultato è stato favorito da fattori legati alla stagionalità, vista la concomitanza del capodanno lunare cinese.

 

Sul lato finanziario, Apple ha deciso di portare il piano di buyback di azioni dai 130 miliardi attuali a 200 miliardi, da realizzarsi principalmente attraverso cash. Incoraggianti sono stati i commenti sui pre ordini dell’Apple Watch, su cui il Cfo, Luca Maestri, ha fatto sapere che l’azienda continua a lavorare per colmare il gap di offerta dopo gli ordini eccezionali.

 

A livello di prodotto, sono risultate in linea con le attese le vendite di Mac, mentre continuano a deludere quelle di iPad, scese per il quinto trimestre consecutivo e che si attestano ora a 12,6 milioni di unità. Probabilmente il lancio dell’iPhone 6 Plus, la versione con lo schermo più grande, potrebbe aver eroso la domanda del tablet, determinando così uno spostamento delle scelte dei consumatori tra i prodotti di Apple.

L'effetto dollaro forte ha contribuito a ridurre dei risultati che altrimenti sarebbero stati ancora più brillanti, visto che la crescita delle vendite ha interessato soprattutto i Paese emergenti, come il Messico e la Corea del Sud, le cui valute si sono deprezzate molto nei primi mesi dell'anno.

Con queste figure Apple si appresta a frantumare il record di utili annuali registrato nel 2012, pari a 41,7 miliardi di dollari. La capitalizzazione di borsa si avvicina ai 760 miliardi di dollari e potrebbe presto puntare agli 800 miliardi di dollari. Il titolo ha terminato le contrattazioni nell’after hour con un balzo dell’1,3%, a 134,4 dollari, dopo essere arrivato a toccare anche 136 dollari.

 

Con questi valori il titolo dovrebbe aprire le contrattazioni ufficiali sui nuovi massimi storici oggi. Le prospettive rimangono saldamente rialziste. I primi target sul titolo si collocano a 140 dollari e poi a 150, nostro principale obiettivo per l’anno in corso. Delle fasi di temporaneo pull back potrebbe riportare le quotazioni verso area 120-122 dollari. Solo il cedimento di tale riferimento potrebbe alimentare ulteriori cali sino a 105 dollari, minimi da inizio anno.

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