Apple in flessione nelle contrattazioni pre-market. Deludono le prospettive future

Il gigante tech ha pubblicato ieri sera le cifre trimestrali. Deludono le prospettive sul prossimo trimestre

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Fonte Bloomberg

Apple ha comunicato che nel trimestre i ricavi sono saliti a 75,9 mld di dollari, nuovo record trimestrale. I profitti si sono attestati a 18,4 mld di dollari con l’EPS (earning per share) a 3,28 dollari per azione, che ha battuto le attese del consensus (fissate a 3,23 dollari per azione).

Le vendite di iPhones sono state pari a 74,8 mln di unità, leggermente inferiori alle aspettative del mercato (75 mln). Per quanto concerne gli altri prodotti nel trimestre sono stati venduti 16,12 mln di iPad (attese 17,3 mln) e 5,31 mln di Mac (consensus 5,8 mln).

Particolarmente deludenti sono le prospettive sul prossimo trimestre. Il giro d’affari nel trimestre gennaio-marzo dovrebbe attestarsi nel range 50-53 mld di dollari, peggiore delle aspettative del consensus.

Nonostante il record sul fatturato trimestrale ci sono molti timori sulle cifre pubblicate da Apple. Se le vendite di iPhones rimangono molto consistenti, situazione molto complessa per gli altri devices della casa di Cupertino. Le vendite di iPad sono scese del 25% anno su anno. Nello stesso periodo del 2014 il gigante tech era riuscito a distribuire 24,4 mln di iPad contro i 16,1 dell’ultimo periodo. A rendere tali cifre ancora più deludenti bisogna ricordare come nell’ultimo quarter sia stato lanciato l’iPad Pro che avrebbe dovuto rilanciare le vendite.

Apple sta affrontando diversi fattori negativi. Da un punto di vista industriale mancano nuovi prodotti innovativi. Le ultime novità (Apple Watch e iPad Pro) hanno particolarmente deluso nelle vendite. Da un punto di vista economico il forte rallentamento dell’economia cinese e la crisi dei paesi emergenti ha inevitabilmente colpito il giro d’affari del colosso tech

Graficamente Apple ha evidenziato un forte ribasso dopo i conti. Nelle contrattazioni pre-market della piattaforma IG, Apple scende di quasi 3 punti percentuali a 96,20 dollari. L’eventuale cedimento del supporto strategico a 92,20 potrebbe peggiorare ulteriormente l’impostazione tecnica del titolo, condizione che creerebbe i presupposti per una discesa in direzione degli obiettivi short a 80 dollari. Segnali positivi solamente sopra 103.

 

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