Accordo UE-UK non solleva la sterlina

Forte deprezzamento per la sterlina verso le altre valute dopo l'accordo di venerdì

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Fonte: Bloomberg

Rimane sotto pressione la sterlina, nonostante l'accordo raggiunto al Consiglio europeo venerdì scorso tra il premier, David Cameron, e gli altri Capi di Stato dell'Unione europea. Al premier britannico sono state concesse all'unanimità tutte, o quasi, le richieste avanzate. Lo stesso Cameron ha fatto sapere che a seguito di questi sviluppi, voterà per la permanenza all'interno della Ue al referedum del prossimo 23 giugno. L'entusiasmo è stato smorzato, però, dall'intervenuto del sindaco di Londra Boris Johson, facente parte dello stesso partito di Cameron. Johnson ha continuato a schierarsi contro la Ue e sosterrrà la campagna per la Brexit.


Queste ultime notizie hanno così penalizzato la sterlina all'apertura dei mercati questa notte in Asia. Probabilmente il mercato starebbe reagendo male alla spaccatura emersa all'interno del partito di Cameron, visto che anche alcuni ministri del governo hanno mostrato una certa riluttanza dopo l'accordo di venerdì. Sebbene la probabilità di una Brexit si siano ridotte notevolmente (ora al 35% dal 53% di gennaio), l'incertezza non si è dissipata del tutto.


Nonostante il Ftse 100 rimanga questa mattina vicino ai massimi da inizio mese, in area 6.030 punti, la sterlina rimane sotto pressione. Il cambio Gbp/Usd è sceso ai minimi dal 29 gennaio, arrivando a 1,4150 stamane. La difesa di questo supporto rimane strategica per scongiurare un ritorno verso 1,4080, bottom pluriennali toccati a gennaio, da cui è attesa una reazione tecnica di rimbalzo.


Indicazioni positive si avrebbero solo con il riposizionamento sopra 1,4250, bottom di tutta la scorsa ottava. Una simile prospettiva aprirebbe a un'accumulazione con target a 1,44, livello toccato venerdì in chiusura. Solo sopra tale livello, il quadro tornerebbe ad essere più disteso per la divisa britannica.
 

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