Regna la volatilità sul biglietto verde

Mercati valutari in fermento sulle attese per le prossime mosse della FED. Target su eurodollaro, dollaroyen e sterlinadollaro

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Fonte Bloomberg

Abbiamo osservato un grado molto elevato di volatilità sulle coppie valutarie contro dollaro. Partenza di ottava in forte ribasso per le quotazioni del biglietto verde a causa delle parole del governatore della FED John Williams dei giorni scorsi. Il numero uno della Federal Reserve Bank di San Francisco aveva, infatti, affermato la necessità di una modifica nei target di inflazione degli istituti centrali. Secondo Williams il target del 2% non è realistico in un contesto economico attuale. Variare gli obiettivi sull’inflazione concederebbe più spazio di manovra alle banche centrali per le strategie monetarie accomodanti.

Ieri le quotazioni della valuta statunitense sono state sull’ottovolante, un vero e proprio rollercoaster.  Abbiamo osservato un violento ribasso nella prima parte della sessione sulla valutazione che la FED possa non intervenire sui tassi prima del 2017. Diverso andamento nella seconda parte dopo i commenti “hawkish” del governatore della FED di New York William Dudley e i buoni dati sulla produzione industriale.

Dudley, con le sue dichiarazioni, ha, infatti, aperto uno spiraglio a un possibile ritocco dei tassi già nel meeting del FOMC di settembre. Le stesse probabilità implicite calcolate sull’andamento dei prezzi dei future sui FED funds su un possibile incremento dei tassi d’interesse a settembre erano inferiori al 10% prima delle parole del governatore della FED di NY sono schizzate al 18% dopo l’intervento del banchiere.

Nonostante i commenti da falco di Dudley crediamo che le probabilità di un aumento dei tassi nel 2016 siano ancora molto basse (nostre attese attorno al 30%). Le cifre macroeconomiche stanno confermando come l’economia americana abbia evidenziato un importante rallentamento della crescita. I dati macro più rilevanti (crescita PIL e inflazione) hanno deluso le aspettative del consensus. Ieri l’andamento dei prezzi al consumo nel mese di luglio è risultato ben inferiore alle stime del mercato.

Le affermazioni dei membri del Board del Federal Reserve System stanno portando al momento solamente tanta volatilità. Guardando agli indicatori che cercano di calcolare la volatilità bisogna tornare alla seduta del 29 luglio per trovare oscillazioni così forti del biglietto verde sui mercati valutari.

Oggi sarà un’altra giornata importante con la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del FOMC (la commissione operativa della Federal Reserve). Crediamo, tuttavia, che per avere indicazioni più concrete e veritiere sulle prossime azioni della principale banca centrale mondiale sia fondamentale aspettare il forum di Jackson Hole nello Wyoming che si terrà il 26 agosto. Nel meeting tra banchieri centrali il governatore Janet Yellen potrebbe trovare il momento ideale per dare maggiori informazioni e essere più trasparente sulle reali intenzioni della Federal Reserve. Probabile che possa rimandare al 2017 il prossimo rialzo dei tassi a meno di dati macro molto forti che possano convincere i membri del Board a rivedere le proprie strategie. Toni particolarmente “dovish” ma con un atteggiamento della banca centrale che rimane “macro-oriented”.

Fino al 26 agosto crediamo che il dollaro possa mantenersi debole nei confronti delle altre valute. Target a 7 giorni per EUR/USD a 1,14, per USD/JPY a 99 e per GBP/USD a 1,30.

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