Panico controllato sulle borse dopo Bruxelles

Dopo i numerosi attacchi l'allerta ora è massima anche nelle altre città d'Europa.

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Fonte: Bloomberg

Rimangono in territorio negativo i listini europei dopo i numerosi attacchi che si sono susseguiti stamane a Bruxelles. Le prime esplosioni hanno interessato l'aeroporto, mentre poco dopo sono state colpite anche alcune fermate metropolitane. Da qui la decisione di fermare per oggi tutti i mezzi pubblici, mentre numerose compagnie aeree hanno dovuto sospendere i collegamenti con la capitale belga.


L'allerta è massima anche nelle altre città europee, in particolar modo Parigi, dove sono scattate le misure d'emergenza. Nel primo pomeriggio si terrà un summit d'emergenza a cui parteciperà anche il premier, Matteo Renzi.

Nonostante tutto le vendite sui mercati rimangono piuttosto contenute. La nostra prima impressione è che il sentiment non si sia lasciato andare al terrore. Probabilmente questo potrebbe essere dovuto a diversi fattori. Innanzitutto, il rischio di attacchi terroristici è rimasto costantemente alto dopo quanto accaduto a Parigi durante il 2015. Questo suggerisce che una parte del panico era già incorporata nei prezzi. Inoltre, in maniera piuttosto fredda potremmo dire che il mercato si sta sempre più tristemente "abituando" a questi episodi di terrore che vedono coinvolte varie città europee. In secondo luogo, questa mattina sono state rilasciate una serie di indicazioni macro migliori delle attese nella zona euro. In particolare, la stima flash degli indici PMI di marzo è stata lievemente superiore al consenso di mercato così come l'indice IFO.


I cali degli indici europei (Euro Stoxx 50 -0,5%) sinora rimangono circoscritti poco sotto al punto percentuale, in recupero dai minimi di seduta segnati poco dopo l'apertura delle contrattazioni. L'effetto risk off si è fatto sentire soprattutto sul comparto governativo, con il Bund che è stato oggetto di forti acquisti. Avanza anche l'oro, che si posizionato temporaneamente sopra area 1.260 dollari. Probabilmente queste tensioni saranno destinate ad essere assorbite dal mercato nell'arco di un paio di sedute. Il mercato continua a tenere gli occhi puntati sulle Banche centrali. In proposito, proprio le recenti nuove misure adottate dalla Bce potrebbero aver offerto un certo supporto al mercato stamane.


Continuiamo a credere che la minaccia più importante in questo momento arriva dalle prospettive di crescita globale, che continuano a deteriorarsi di settimana in settimana. Presto quei timori torneranno a spaventare gli operatori.


Sul fronte trading, l'indice Dax questa mattina ha arrestato le vendite sui minimi della scorsa settimana, in area 9.750 punti, livello da cui è partito un rimbalzo. Questo livello si conferma essere il supporto al di sotto del quale la discesa potrebbe proseguire in maniera violenta verso i 9.400 punti, bottom toccati dopo la conferenza stampa di Draghi di marzo. E' questo il livello da non violare per evitare che la debolezza si trasformi in vendite marcate.


Possibili rimbalzi potrebbero raggiungere area 10.100-10.150 punti. Ma solo una chiusura di seduta sopra tale riferimento potrebbe gettare le basi per un allungo in direzione di 10.740 punti, target rialzista più importante. Qui, la chiusura del gap down lasciato aperto a inzio anno potrebbe segnare la fine del recupero e riaprire a una nuova fase di discesa che lo porterà a rivedere i minimi da inizio anno.

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