Italia, crescita zero nel 4° trim. Mib pronto al galoppo

Crescita zero per l’Italia nel 4° trimestre dell’anno rispetto ai tre mesi precedenti. E’ questa la stima preliminare del Pil rilasciata questa mattina dall’ISTAT.

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Fonte: Bloomberg

Il dato è migliore delle attese che prevedevano una contrazione dello 0,1% t/t e in rialzo rispetto alla lettura del 3° trimestre (-0,1%). Su base tendenziale il Pil ha registrato un -0,3% a/a (da -0,4%). Sull’intero 2014, la variazione del Pil è stata di -0,4% (-1,9% nel 2013). Nel 4° trimestre i contributi negativi sono arrivati dal settore primario (agricolo) e secondario (industriale), mentre vi è stato un recupero dell’attività terziaria (servizi). Particolarmente positivo è stato l’apporto della bilancia commerciale, grazie all’export in costante crescita. Male invece la domanda interna.

 

Le figure sono lievemente migliori delle previsioni. I timidi segnali di miglioramento visti nella seconda metà del 2014 sono per lo più riconducibili al forte deprezzamento dell’euro verso le principali valute mondiali, che ha permesso una ripresa della domanda estera (extra zona euro). I contributi positivi dell’export da soli, però, non sono in grado di portare a quella crescita sostenibile di medio lungo periodo che manca nel nostro Paese da anni. In un contesto di rallentamento della crescita globale è necessario far leva sulla domanda interna per evitare di registrare una ripresa anonima. Purtroppo finché il tasso di disoccupazione rimarrà a questi livelli storicamente elevati, sarà difficile attendersi una ripresa dei consumi interni. Nei prossimi trimestri ci aspettiamo un miglioramento frazionale del Pil, mentre per vedere una crescita superiore all’1% dovremmo attendere solo il 2016, quando il QE inizierà a produrre i propri effetti. Accanto alle manovre di politica monetaria, sono necessarie anche le riforme che devono essere in grado di stimolare la domanda al credito di famiglie e imprese.

Ma quello che non sembra fermarsi è il nostro Ftse Mib, che prosegue il rally avviato ieri mattina. Sebbene la questione Grecia rimanga ancora aperta, il mercato sembra aver apprezzato le news arrivate da Minsk sul cessate il fuoco tra le forze governative ucraine e i ribelli filorussi ad est del Paese.

Molti operatori si staranno chiedendo: fino a quanto durerà? Per rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente richiamare in ballo la questione greca. Crediamo che entro febbraio (o nella migliore delle ipotesi già la prossima settimana) verrà raggiunto un compromesso tra le parti. Una possibile risoluzione su questo tema sgombrerebbe dalla mente degli operatori anche questa fonte d’incertezza.

La concomitanza di questi eventi garantirebbe al mercato dare sfogo all’euforia legata al QE della Bce, che dopo l’annuncio del 22 gennaio scorso è stata frenata proprio dall’insorgere di queste tensioni. Crediamo che la partenza del QE possa portare nelle casse delle banche un importante flusso di liquidità, che in gran parte verrà dirottata proprio sul mercato equity.

Le borse potrebbero avere la strada spianata per un rally importante, che vedrà i listini periferici protagonisti. Già da qualche settimana stiamo assistendo a un flusso importante in acquisto proprio sull’equity della zona euro. Allo stesso tempo, negli Usa il comparto equity sembrerebbe aver peso lo smalto che lo ha caratterizzato negli ultimi anni. Basti pensare che da inizio anno i listini Usa hanno messo a segno una performance di un +1%, mentre il Dax ha fatto un +13%. Abbiamo ragione di credere che il motto del 2015 sarà vendere Usa e comprare Europa.

Alla luce di queste considerazioni, crediamo che il nostro Ftse Mib (+12% da inizio anno) possa guidare questa classifica. Dal punto di vista tecnico, la tenuta dei 18 mila punti negli ultimi due mesi lascia ben sperare per un allungo sensibile. Il primo obiettivo ora passa per 21.500, top di settembre scorso. Il target successivo passa per 22.500 punti, top del 2014. Sarebbe questo l’ultimo ostacolo che aprirebbe definitivamente lo spazio per un allungo fino a 24.500 punti, picchi del 2009 e secondo dei ritracciamenti di Fibonacci nella discesa partita dai top di 2007. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto entro il primo semestre del 2015. Ogni eventuale discesa costituirebbe una buona occasione d’acquisto. La prima area di pull back rimane collocata a 20.250 punti e poi a 19.850 punti. Solo un cedimento di quest’ultimo potrebbe determinare una sensibile perdita di spinta con target a 17.600, supporto che ha retto per tutto il 2014, la cui perforazione potrebbe aprire a un ritorno verso i minimi del 2012. Quest’ultima ipotesi rimane difficilmente realizzabile.

mib

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