Il DAX verso il massimo storico di tutti i tempi

Dall'annuncio della BCE lo scorso dicembre di voler espandere il programma di QE (Quantitative Easing), il principale indice tedesco imperversa verso l'alto. 

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Il PMI mette le ali al DAX

Malgrado i rischi politici in Europa  e l'avvicinarsi della Brexit, ieri il PMI è salito nettamente e quotava ad un valore di 57: il più alto degli ultimi anni. Questo ha dato al DAX il supporto necessario per spezzare di nuovo la soglia di 12.000 punti.  In questo contesto, anche questo livello sembra essere solo un ostacolo sulla strada del superamento del massimo storico di tutti i tempi, realizzato il 10 aprile 2015 con 12.390 punti. E Mario Draghi sembra voler aprire ulteriormente la chiusa monetaria. Così ha reso noto per la prima volta la settimana scorsa che la BCE è pronta a immettere ulteriore denaro nel mercato, nel caso in cui l'inflazione non raggiungesse la soglia desiderata del 2%. Anche se nel mese scorso l'inflazione nell'eurozona è salita all'1,8%, la BCE concentra la sua attenzione sull'inflazione core, che non prende in considerazione l'andamento dei prezzi e l'energia. E questo tipo di inflazione è misurata a solo lo 0,9%. I mercati azionari potranno godere ancora più a lungo di denaro a basso costo.

La crisi non è superata

Ma questo volo ad alta quota è acquistato a caro prezzo, e potrebbe costarci ancora più caro in futuro. Dallo scoppio della crisi finanziaria, i bilanci delle banche centrali raggiungono sempre nuovi record, e ci si deve porre la domanda per quanto tempo questo sistema possa durare. Al momento, sembra non ci siano risposte su come le banche centrali possano ridurre i loro bilanci senza causare un crash sui mercati finanziari internazionali. Se l'inflazione dovesse superare l'obiettivo specificato, probabilmente i tassi di interesse dovrebbero essere notevolmente rialzati. Questo colpirebbe duramente i debitori (privati ma anche statali) e soffocherebbe inoltre la crescita economica. Un'alternativa sarebbe quella di accettare una maggiore inflazione, il che a sua volta equivarrebbe ad espropriare i risparmiatori. Poco importa come gira e si trasforma la situazione - una via d'uscita facile non esiste. Ci troviamo ancora nella crisi globale iniziata nel 2008, in quanto le banche centrali non solo non l'hanno risolta, ma addirittura prolungata. Manca il sostegno politico necessario all'affermarsi delle riforme.

Quando avverrà il crash?

La situazione generale continua di fatto ad aggravarsi - il crash quindi ci sarà. L'unica domanda che si pone è quella della tempistica e della portata. Attualmente tuttavia questo sistema sembra funzionare, ed il mercato azionario continuerà ad andare a caccia di record. 

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