TRY: lira turca mostra i muscoli dopo vittoria Erdogan

Supersettimana per la lira turca che guadagna terreno contro le principali valute mondiali

La lira turca era stata tra le valute più deboli del 2013, avendo mostrato un deprezzamento del 24% rispetto all’euro e del 20% rispetto al dollaro. Le ragioni erano molteplici: l’avvio del “tapering” della FED che aveva portato un deflusso di capitali dagli assets dei paesi emergenti verso attività europee/statunitensi, l’incertezza politica in vista delle elezioni, le tensioni geopolitiche (Siria), il rallentamento della crescita economica. Dopo un iniziale deprezzamento nel 2014 la lira turca ha recuperato gran parte del terreno perso. La valuta di Istanbul è riuscita, infatti, a recuperare ben più di dieci punti percentuali rispetto alla moneta unica e rispetto al biglietto verde. Il recupero della lira turca può continuare?

Nel breve periodo crediamo che la divisa turca possa proseguire il movimento positivo che ha mostrato da fine gennaio. Ricordiamo come sono stati tre i principali fattori di sostegno della valuta. Innanzitutto la vittoria del primo ministro Recep Tayyip Erdoğan alle recenti elezioni amministrative (si sono tenute lo scorso weekend). Dopo gli scandali di corruzione di dicembre/gennaio che avevano portato a un rimpasto del Governo e avevano aumentato le attese su una prossima caduta dell’esecutivo il risultato elettorale con la grande vittoria del partito islamico AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) ha annullato le incertezze sulla continuità del governo Erdoğan. L’AKP secondo gli ultimi dati (le cifre ufficiali non sono ancora state comunicate) avrebbe raggiunto il 45% su base nazionale contro il 28% del secondo partito il CHP (il partito popolare repubblicano guidato da Kemal Kılıçdaroğlu). L’AKP avrebbe vinto nelle due grandi città turche (Istanbul e Ankara) mentre il CHP avrebbe conquistato Smirne.

Il secondo fattore che ha portato sollievo alla lira turca è stato il meeting straordinario (fine gennaio) della commissione operativa della Banca Centrale Turca (CBRT) che ha portato a una manovra “monstre” sui tassi, superando di gran lunga gli interventi delle altre banche centrali. I membri del Monetary Policy Committee, guidato dal governatore Erdem Başçı, hanno, infatti, scelto di incrementare notevolmente i “key interest rates”, il tasso overnight sul lending è stato incrementato di 425 punti base dal 7,75% al 12%, il tasso benchmark 1 week repo rate è stato aumentato di ben 550 punti base dal 4,50% al 10%.

Altro elemento che ha rafforzato la lira turca è stato il calo delle tensioni geopolitiche soprattutto nella crisi Ucraina/Russia. Il governo di Mosca avrebbe, infatti, deciso di riallocare le proprie truppe, spostandole dai confini orientali dell’Ucraina. Rimangono invece alte le tensioni in Siria, la lunga guerra civile tra le truppe del regime del Presidente Bashar al Assad contro i guerriglieri del fondamentalismo islamico non sembra trovare soluzioni.

E proprio le tensioni geopolitiche potrebbero portare la lira turca a soffrire nel medio/lungo periodo. Crediamo che le aspirazioni del leader della destra turca sulla Siria siano forti e concrete e potrebbero portare destabilizzazione nell’area soprattutto in caso di un intervento armato (secondo le ultime indiscrezioni esisterebbero già dei militari turchi in territorio siriano rappresentati da alcune sezioni dei corpi speciali).

Riteniamo inoltre che il consenso sul leader Erdoğan possa scendere nei prossimi mesi sia per la gestione della politica estera, troppo estremista secondo alcuni, sia per il ritorno delle pressioni da parte dei partiti dell’opposizione (dopo aver finito di leccarsi le ferite dalla disfatta elettorale).

Analizziamo il grafico del cambio tra la moneta unica e la lira turca. Dal punto di vista tecnico l’EUR/TRY ha mostrato una flessione importante dai massimi del 12 marzo scendendo ben al di sotto della soglia psicologica di 3. L’eventuale cedimento dei supporti in area 2,85 dove ritroviamo la media mobile a 200 giorni (SMA200) e il secondo dei ritracciamenti di Fibonacci dell’ascesa dai bottom dell’estate 2012 sarà la condizione che getterà le basi per una estensione della discesa verso 2,70 e 2,60. Tali prospettive grafiche incomincerebbero a vacillare con il superamento della resistenza a 3, preludio a un possibile allungo in direzione di 3,13, picco dello scorso mese, e 3,27, massimi storici segnati il 27 gennaio 2014.

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