Eur/Usd: torna a mostrare i muscoli grazie ai brillanti indici PMI

Bel balzo dell'eurodollaro dopo la pubblicazione di incoraggianti indici PMI (stima flash del mese di aprile)

Markit Economics ha comunicato che nell'Eurozona l'indice PMI del settore manifatturiero è salito da 53,0 di marzo a 53,3 (consensus 53,0), quello del settore dei servizi da 52,2 a 53,1 (massimo degli ultimi 34 mesi e ben superiore alle aspettative fissate a 52,5). La crescita è sempre sostenuta dai risultati della Germania anche se si è assistito anche a un buon miglioramento nell'espansione delle attività economiche nell'Europa periferica. Unici timori riguardano le aspettative sull'andamento dei prezzi con un aumento delle pressioni deflazionistiche. Per questo ultimo punto sarà fondamentale valutare le cifre sull'inflazione di Eurolandia del 30 aprile che potrebbero dare importanti indicazioni sui prossimi step di politica monetaria da parte della BCE.

Gli esperti dell’istituto di Francoforte si aspettano una ripresa forte dell’inflazione dopo il forte calo di marzo (0,5% a/a rispetto allo 0,7% di febbraio). Se l’indice dei prezzi al consumo dovesse, invece, mantenersi su livelli bassi (inferiore o vicino allo 0,5%) aumenterebbero notevolmente le possibilità di un accelerazione di un lancio da parte della BCE di misure non convenzionali per sostenere le attività economiche dell’Eurozona. Molto probabile potrebbe essere un piano di QE in salsa mediterranea. Ovvero seguire l’esempio delle altre banche centrali (FED, BoE e BoJ) ma con un progetto di QE modificato secondo le esigenze dei membri del Governing Council.

Dal punto di vista tecnico, il cross EUR/USD si è spinto fino a 1,3850 alimentando le aspettative rialziste di brevissimo periodo. L'eventuale superamento dei massimi della scorsa ottava a 1,3865 sarebbe da interpretare come un segnale positivo in grado di aumentare le pressioni di crescita e aprire le porte per un allungo in direzione degli obiettivi situati a 1,3906 e 1,3967. Discorso diverso invece in caso di cedimento di 1,3785, preludio a un possibile calo verso 1,3760 e 1,3740.

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