Spagna maglia nera dopo il voto

Ibex e Bono sotto pressione in scia all'incertezza post elettorale.

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Fonte: Bloomberg

Brutto esordio di settimana per la Spagna dopo l'esito elettorale. Nelle elezioni politiche il Partito Popolare di Rajoy, attuale primo ministro, ha ricevuto quasi il 29% dei consensi, ottenendo 123 seggi sui 350 a disposizione, lontano dai 176 necessari per la maggioranza assoluta. Per il Partito Popolare il risultato è stato in netto calo rispetto ai 186 seggi ottenuti nel 2011 ed è stato anche il peggiore dal 1989.


Secondo posto per i socialisti del PSOE (22% dei consensi, con 90 seggi), seguito da Podemos (20,6%, 69 seggi) e Ciudadanos (14%, 40 seggi). I consensi tra PP e PSOE hanno grosso modo rispecchiato le attese. La vera sorpresa è l'avvicendamento tra Podemos e Ciudadanos, elemento questo che non era emerso nei sondaggi più recenti, dove Ciudadanos era quasi sempre secondo o terzo, con consensi intorno al 20%.

Crediamo che i mercati in qualche modo si aspettassero una situazione di incertezza, ma non a questi livelli. Difatti, stando così le cose, l'incertezza politica sembra essere massima. Con i numeri attuali, nessuna coalizione a 2 partiti tra quelle fattibili riuscirebbe a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento.

Quali gli scenari ora? Ora il Re Filippo VI dovrebbe dare l'incarico a Rajoy per formare un possibile governo. Tramontata la possibile alleanza solo con Ciudadanos (insieme avrebbero solo 163 seggi, 13 in meno della maggioranza assoluta), la prima ipotesi, rimane quella di una coalizione un po' più allargata a  qualche partito regionale che garantirebbe il raggiungimento della soglia minima per la governabilità. Il governo sarebbe molto fragile e dovrebbe avere sempre il pieno appoggio di tutti i partiti che lo compongono.

La seconda ipotesi rimane quella di una grande coalizione sulla base del modello tedesco. Anche in questo caso, il governo sarebbe continuamente sotto scacco e l'iter parlamentare potrebbe essere lungo e tortuoso. Difficilmente l'esperienza tedesca potrebbe essere replicata con successo in altri Paesi.

Se il PP non dovesse riuscire a formare il governo, l'incarico passerebbe ai socialisti del PSOE, che potrebbero cercare una grande alleanza di sinistra (blocco di sinistra) che riunirebbe Podemos e altri partiti minori, così come accaduto in Portogallo il mese scorso.

L'ultimo scenario rimane quello di un ritorno alle urne, ipotesi che sta guadagnando consensi, soprattutto sul mercato.


A dimostrazione di quanto sia incerto il quadro, l'IBEX questa mattina rimane l'indice peggiore d'Europa, con un -1,7%, in recupero dal -3% dell'apertura. Male anche il comparto governativo, con i Bono che sono finiti sotto pressione, salvo poi recuperare parzialmente terreno. Il rendimento sulla scadenza a 10 anni è salito così sino a 1,90%, il livello più alto da oltre due mesi.

Per ora non sembra esserci effetto contagio con il resto dell'Europa, che sta recuperando dopo le vendite di venerdì. A dimostrazione che il rischio di propagazione della crisi rimane contenuto, vi è lo spread Italia-Spagna, sceso a -22 punti base, il livello più basso da settembre, prima delle elezioni amministrative in Catalogna.

Ci vorranno delle settimane prima che la situazione diventi più chiara. Escludiamo in ogni caso vendite massicce e una propagazione delle tensioni con il resto d'Europa, pertanto l'IBEX dovrebbe pertanto continuare a sottoperformare rispetto agli altri indici del Vecchio continente.

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