Torna l’ottimismo in Svizzera

Gli indicatori di tendenza sono chiaramente rialzisti. L’SMI potrebbe ritrovare il suo picco massimo dal 2015 a 9.550 punti o addirittura sfiorare i 10.200 punti

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Dopo un secondo semestre piuttosto debole nel 2016, le compagnie svizzere hanno ottenuto migliori risultati nel 2017, soprattutto nei settori ciclici e finanziari. I fondamentali svizzeri restano solidi, con un tasso di disoccupazione stabile al di sotto del 3% ed una crescita del PIL calcolata all’1,5% per il 2017 e allo 1,8% per il 2018, comparata allo 0,8% e 1,29% del 2015 e del 2016. Secondo gli indicatori avanzati KOF e PMI manifatturiero, entrambi in netto progresso, le aziende svizzere sono più ottimiste. Le esportazioni vengono supportate da un’Europa che gode di un miglior stato di salute economica e politica. La BNS ha ridotto la portata dei suoi interventi sul mercato delle valute, come testimonia l’evoluzione più contenuta dei depositi a vista nelle ultime settimane. La tendenza al rialzo dell’euro, rinvigorito dall’elezione di Macron, potrebbe prolungarsi, se la BCE dovesse infine decidere un rialzo dei tassi nella riunione di domani.

Il Swiss Performance Index (SPI), meno scosso da un franco forte, ha recentemente raggiunto un nuovo record storico, e l’SMI potrebbe seguire a ruota. Infatti, l’SMI ha rotto la barriera psicologica dei 9.000, raggiungendo un nuovo record a 52 settimane a metà maggio. Gli indicatori di tendenza sono chiaramente rialzisti, con le medie mobili semplici di 20 settimane (100 giorni) e di 40 settimane (200 giorni) in costante salita, e la nuvola di Ichimoku ben orientata verso l’alto. La stabilità di questa tendenza resta anch’essa intatta, come indicano l’RSI e il MACD, entrambi tendenti al rialzo e in territorio positivo dalla fine del 2016.

In seguito al forte rally post-Macron, l’indice si consolida leggermente e l’abbassamento potrebbe prolungarsi a breve termine in direzione degli 8.700, un livello di supporto maggiore che dovrebbe tuttavia attirare potenziali compratori. Infatti possiamo vedere come il livello di ritracciamento di Fibonacci del 61,8% sia a 8.732, il massimo di marzo, e il punto di rotazione mensile sia a 8.715, mentre la media mobile di 100 giorni si colloca leggermente più bassa (8.688). Se questo livello devesse mantenersi, potrebbe divenire probabile un ulteriore salto in direzione del massimo del 2015 a 8.550, prima, e a 10.200 poi, movimento d’estensione Fibonacci dello 161,8%. D’altro canto, una rottura in chiusura settimanale sotto gli 8.700 aprirebbe la strada ad un 8.300, linea alta del canale orizzontale del 2016.

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