Ibex paga caro la crisi greca

L'indice spagnolo segna la performance più bassa tra i principali listini della zona euro.

Madrid Ibex
Fonte: Bloomberg

Da inizio anno la performance degli indici europei recita:

  1. Ftse Mib +18,5%
  2. Cac di Parigi +14%
  3. Dax di Francoforte +13,5%
  4. Ibex +7%.

Desta un certo stupore la differente performance tra i due Paesi della periferia, molto simili per economia e dimensioni, ovvero Italia e Spagna. La prima in cima alla lista come performance dell'intera area, la seconda solo al quarto posto. Nonostante tutto la performance dai minimi di luglio 2012 è abbastanza simile (Ibex +101%, Ftse Mib +97%). La spiegazione di una simile differente performance tra Italia e Spagna potrebbe essere riconducibile a diversi fattori, tra cui:

- le quotazioni di molti titoli nel listino milanese era a inizio anno più a sconto rispetto a quelli spagnoli. Questo perchè Madrid tra il 2013 e il 2014 ha avuto una performance migliore rispetto a Piazza Affari, che ha indubbiamente risentito dell'incertezza politica e dei tre governi che si sono susseguiti negli ultimi tre anni;

- ma senza dubbio l'aspetto che più colpisce è che la Spagna sembra risentire maggiormente dell'effetto contagio che arriva dalla Grecia, che alimenta venti di tensioni proprio nella penisola ierica. Già nelle elezioni amministrative di maggio i partiti antiausterità, Podemos e Ciudadanos hanno raccolto notevoli consensi, e questo genera qualche timore tra gli investitori in vista delle elezioni politiche che si terranno in Spagna il prossimo autunno.

L'incertezza potrebbe essere quindi l'ancora che tiene rilegata Madrid sulle parti basse di questa classifica. A validare questa tesi è anche il movimento a cui abbiamo assistito sul comparto governativo, che hanno visto i rendimenti dei BTp scendere più volte sotto quelli spagnoli nelle ultime settimane, con il differenziale che è tornato a favore dell'Italia.

Dal punto di vista tecnico, l'Ibex ha toccato ieri i minimi che non vedeva dal 17 febbraio scorso, in area 10.660 punti. Da qui è partito un rimbalzo tecnico sino a poco sopra 10.900 punti. La tenuta di questo target potrebbe aprire a un allungo sino a 11.200 punti, precedenti resistenze di giugno e settembre 2014 e di marzo scorso. Solo sopra questo livello si aprirebbe la concreta opportunità di agguantare i massimi di maggio a 11.600 punti e poi quelli di aprile a 11.900 punti.

Una discesa sotto 10.600 punti potrebbe aprire a una estensione della flessione in direzione della trend line rialzista che congiunge i minimi del 2012 con quelli del 2015, ora in transito a 10.300 punti.

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