Eur/Gbp: da inizio anno ha evidenziato un ribasso di oltre 9 punti percentuali

Nuovi minimi degli ultimi sette anni e mezzo per il cambio euro/sterlina

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Fonte Bloomberg

L'inizio del piano di quantitative easing da parte della BCE, le tensioni sulle trattative tra Grecia e Eurogruppo e i deludenti dati macroeconomici hanno indebolito notevolmente le quotazioni della moneta unica sui mercati valutari. 

Dal punto di vista macro è stato particolarmente scoraggiante il dato sulla produzione industriale italiana che ha evidenziato nel mese di gennaio una flessione dello 0,7% su base mensile e del 2,2% su base annuale. In forte ribasso le fabbricazioni di prodotti chimici e farmaceutici e la produzione di macchinari e attrezzature. Non solo l'Italia ha deluso. Anche in Spagna le vendite al dettaglio a gennaio hanno registrato una flessione dello 0,4%. 

Discorso diverso invece in Gran Bretagna dove il British Retail Consortium ha mostrato come nel mese di marzo le vendite al dettaglio abbiano evidenziato un incremento dell'1,7% su base annuale.

Graficamente il cambio è sceso fino a toccare un minimo a 0,7134, bottom da dicembre 2007. L'accelerazione della discesa ha portato i principali oscillatori di prezzo in una situazione di ipervenduto (oscillatore RSI a 14 giorni ben al di sotto dei 30 punti). Tale condizione potrebbe quindi suggerire nel breve a possibili rimbalzi. Reazioni fino a 0,7235 resterebbero, tuttavia, compatibili, con l'ipotesi di un ulteriore segmento ribassista in grado di attaccare gli obiettivi ipotizzabili a 0,69, minimi di ottobre 2007. Conferme per tali prospettive grafiche arriveranno con il cedimento di 0,71. Sopra 0,7235 timidi segnali di ripresa, preludio a un possibile allungo in direzione di 0,73 e 0,74. 

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