Borse: ultima chiamata per il rimbalzo

Mercati arrivano deboli al lungo ponte pasquale.

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Fonte: Bloomberg

Ultima seduta della settimana per i principali indici mondiali in vista delle festività pasquali, che terrano gli operatori lontano dal desk domani. I volumi sono abbastanza contenuti e i recenti cali stanno alimentando dubbi sulla capacità delle borse di dare seguito al recupero, dopo il rimbalzo partito dai minimi di metà febbraio.

I dati macro arrivati su più fronti continuano a delineare un outlook sull’economia globale debole e in rallentamento rispetto al 2015. Questi timori sono appesantiti dalla bassa inflazione, che continua a lanciare segnali preoccupanti. In questo contesto, la volatilità del petrolio di certo non aiuta. Nonostante i prezzi del greggio siano saliti di circa il 60% dai minimi di gennaio, lo scenario rimane molto incerto. Lo scetticismo in vista della riunione di Doha del prossimo 17 aprile rimane alto e non possiamo escludere nuovi cali dei prezzi. Crediamo che la possibilità di tornare verso i 30 dollari rimanga ancora concreta.

Nonostante tutte le incertezze, la possibilità di una prosecuzione del recupero rimane ancora inalterata a nostro avviso. In questo momento, ci aspettiamo che un eventuale recupero possa durare ancora qualche settimana, almeno sino a metà aprile. Quando inizieranno le trimestrali Usa (Alcoa in agenda l’11 aprile), molti timori sulla crescita globale potrebbero trovare fondamento nell'eventuale revisione dei target. Il rallentamento delle vendite per le aziende Usa potrebbe aver già contagiato il primo trimestre dell’anno e potrebbe proseguire anche nei prossimi trimestri.

Negli ultimi giorni gli indici hanno più volte tentato di sfondare delle resistenze importanti, senza riuscirvi. Questo potrebbe innervosire gli investitori e alimentare dubbi proprio su una prosecuzione del rimbalzo. Probabilmente qualche risposta più certa l’avremo oggi, visto che sono in agenda le figure sugli ordini di beni durevoli.

Dati migliori delle attese potrebbero contribuire a stemperare i timori sulla crescita globale e potrebbero incoraggiare gli investitori sulla forza della ripresa negli Usa. Il contestuale rafforzamento del dollaro verso l'euro potrebbe aiutare la ripresa di quota delle borse europee. Potrebbe essere una delle ultime chiamate per il recente rally.

Il Dax ha tentato due volte questa settimana di sfondare area 10.100 punti, livello tecnico molto importante. Solo un superamento di tale riferimento potrebbe aprire l’opportunità di un allungo in direzione di 10.740 punti, dove andrebbe a chiudere il gap down lasciato aperto a inizio anno. E’ difficile che si vada oltre. Il supporto principale rimane collocato a 9.400 punti, minimi toccati durante la riunione della Bce di marzo e 50% del ritracciamento di Fibonacci nel recupero degli ultimi due mesi. Solo un cedimento di tale riferimento indebolirebbe l’impalcatura rialzista in atto.

Anche a Wall Street, le cose non vanno meglio. Il Dow Jones ha testato la trend line che congiunge tutti i massimi del 2015, ora in transito a 17.650 punti. Il supporto principale qui passa a 17.000-17.100 punti e poi a 16.800 punti, secondo dei ritracciamenti di Fibonacci nella recente ascesa.

Gli occhi sono puntati tutti sull’S&P500, il principale indice del mondo, che ieri è arrivato al test della trend line che congiunge i massimi di novembre e dicembre al ridosso di 2.060 punti. Il primo livello di supporto passa intorno ai 2.000 punti, dove passa ora anche la media mobile a 50 settimane, mentre il secondo si colloca a 1.950. Indicazioni rialziste si avrebbero con un riposizionamento sopra area 2.060 punti, che riaprirebbe a un ritorno verso i massimi storici (a 2.130 punti).

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